Ricordando... Luciano Pavarotti

E' APERTA LA PREVENDITA PER I POSTI NUMERATI
presso l'ufficio dell'Associazione in via Castelfidardo 40 a Mirandola, tutti i venerdì e sabato dalle 10 alle 12

Conclusasi la ricca e larga parentesi estiva, l'Associazione "Amici della Musica" di Mirandola è pronta per tornare "sul palcoscenico" domenica 29 ottobre alle ore 16:30, presso l'Auditorium "Rita Levi Montalcini" di Mirandola: si terrà un grande concerto in onore del M° Luciano Pavarotti in occasione dei dieci anni dalla sua scomparsa. Di tutti gli aspetti che hanno contraddistinto la figura del Maestro, l'evento metterà in luce particolarmente la sua identità di cantante lirico. Parteciperanno interpreti di grande spessore: il tenore Sergio Escobar sarà ospite speciale giunto dalla Spagna, poi il soprano Cristina Barbieri, il mezzosoprano Cristina Melis e il basso Francesco Ellero D'Artegna. Nel corso del pomeriggio musicale saremo onorati di avere con noi Adua Veroni (prima moglie di Luciano Pavarotti) e Micaela Magiera (figlia del soprano Mirella Freni). 

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Ayumi Matsumoto per la chiusura di Mirandola Classica Estate 2017

'MIRANDOLA CLASSICA – ESTATE' SI CONGEDA CON L'ULTIMO VALENTE CONCERTO DELLA RASSEGNA E DA' APPUNTAMENTO AL PROSSIMO ANNO
di Lisa Menditto

Giovedì 14 Settembre gli Amici della Musica di Mirandola hanno aperto le porte del Foyer del Teatro Nuovo, per l'ultima volta in questa ormai trascorsa estate, portando a termine il loro viaggio all'interno della rassegna concertistica iniziata a metà Giugno. 'Mirandola Classica' ha difatti rappresentato un'esponente di musica di grande valore per diverse serate estive, nel corso delle quali ha potuto essere raccontata nei propri elementi distintivi diventando, per il pubblico, una piacevole compagnia perdurata tanto quanto sono stati i suoi appuntamenti ben distribuiti nel corso di quattro mesi. In occasione dell'incontro conclusivo gli Amici della Musica hanno accolto la giovane pianista giapponese Ayumi Matsumoto, conosciuta per essersi aggiudicata, a soli 21 anni, già prestigiosi premi e titoli nel corso degli studi all'interno del nostro Paese, dove si è qualificata tra le prime cinque migliori allieve dei conservatori italiani. Per gli spettatori mirandolesi la pianista ha vestito il Foyer di grande raffinatezza e professionalità, spiccando anche in capacità interpretative uniche per ogni pezzo; in un garbo quasi certamente derivante anche da una cultura che porta a confrontarsi con una rigida educazione formativa, come quella giapponese, Ayumi Matsumoto ha dato prova delle sue già validissime capacità esibendosi senza spartito musicale in brani di Claude Debussy, Fryderyk Chopin, Franz Liszt e Giuseppe Martucci, segnando un momento di particolare assenso con la Fantasia sull'opera "La forza del destino" di Verdi, compositore italiano che non poteva non essere inserito all'interno del repertorio proposto per l'ultima serata. Il recital di una pianista ventunenne come Matsumoto ha riconfermato la validità del promettente e crescente ambito giovanile all'interno dell'arte, a livello d'insieme in tutte le sue forme; aspetto importante che, dinanzi alla pianista, il pubblico ha saputo riconoscere nel modo necessario, dimostrando l'entusiasmo che l'artista, in seguito alla sua esibizione, si meritava. Gli Amici della Musica di Mirandola hanno così salutato non senza nostalgia un percorso estivo indimenticabile d'intensa attività associativa e sono già in bramosa attesa della prossima estate. Nel frattempo, gli appuntamenti in Auditorium Rita Levi Montalcini di via 29 Maggio, fra cui lo spettacolo Viva le donne dell'Operetta di Domenica 17 settembre e l'evento in onore di Luciano Pavarotti il 29 Ottobre, insieme alle pressoché vicine trasferte al Teatro Filarmonico di Verona a partire da quest'inverno, accosteranno di nuovo le emozioni dell'Associazione e del suo pubblico.


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In memoria di Luciano Pavarotti, Arena di Verona 6 settembre 2017

GLI AMICI DELLA MUSICA DI MIRANDOLA IN GRANDE TRASFERTA A VERONA PER IL DECIMO ANNIVERSARIO DI LUCIANO PAVAROTTI
di Lisa Menditto

Nel giorno della commemorazione del grande Maestro Luciano Pavarotti, a dieci anni dalla sua scomparsa, l'Associazione Culturale Amici della Musica di Mirandola ha preso parte all'emozionante concerto trasmesso in diretta su Rai 1 dall'Arena di Verona. L'anfiteatro gremito di quindicimila spettatori ha contato ben trecentottanta posti esclusivamente occupati grazie agli Amici della Musica e al loro presidente Milton Marelli, amico di Pavarotti; l'Associazione mirandolese ha infatti omaggiato l'icona più nota della lirica in una trasferta che ha visto impegnare attivamente cinque pullman internamente carichi. Nel corso dell'evento fortemente voluto dalla moglie Nicoletta Mantovani per onorare il tenore più prodigioso del mondo in una giornata così commovente ed evocativa come quella del 6 Settembre, è scontato confermare che il caro Luciano, con il suo immenso amore per la vita e con il posto che occupa nel cuore di ognuno, sia rivissuto in quel contesto messo a punto con il pensiero unicamente rivolto a lui. Tanti sono stati gli amici che con il suo spirito carismatico ha percettibilmente affiancato sul palcoscenico areniano; Placido Domingo e José Carreras in My Way, Zucchero in Così celeste e Miserere, Eros Ramazzotti con Se bastasse una canzone, poi Andrea Griminelli e Fiorella Mannoia in Caruso hanno immaginariamente duettato con il grande Maestro, destando particolare commozione nei momenti in cui, quasi inchinandosi o indicando le sue immagini proiettate in segno di devozione e profondo rispetto, hanno lasciato che la sua voce risuonasse ancora potente ed immortale fra tutto il pubblico. Sul palco anche Giorgia con Imagine, Nek con Ave Maria, Massimo Ranieri e Angela Gheorghiu in Te voglio bene assaje, i violoncellisti 2Cellos in La donna è mobile e O' sole mio, proiettato Il Volo con la soprano Gheorghiu, in collegamento da Los Angeles il regista Ron Howard e Andrea Bocelli da Roma. Hanno poi calcato il palcoscenico Nicola Piovani, cinque giovani cantanti della Fondazione Pavarotti interpreti nel Libiamo ne' lieti calici, e i tenori Vittorio Grigolo e Fabio Armiliato. Ospiti d'eccezione Fabio Fazio, affiancato da Luciano nella conduzione di Sanremo 2000, e Alex Del Piero a testimonianza della squadra preferita del Maestro. Ma è nel corso dell'esibizione del tenore Francesco Meli, con la romanza Una furtiva lagrima da 'Elisir d'amore' di Gaetano Donizetti, che è stata davvero ricordata ed omaggiata nel modo più doveroso la carriera lirica di Luciano Pavarotti, quella intrapresa prima della sua dedizione al 'Pavarotti and Friends' nei suoi ultimi circa quindici anni di vita. Francesco Meli ha dato prova di una professionalità, qualità musicale e requisito vocale tali non solo da poterlo definire il cantante più applaudito e apprezzato dell'intera serata ma anche e soprattutto tali da portare tutti gli spettatori a non avere titubanze su quale intervento abbia realmente costituito e da chi sia stato meglio rappresentato quel poco di lirica di grande valore che lo spettacolo ha offerto. La grandezza di un uomo come Luciano è nel contempo potuta trasparire fra gli aneddoti riportati con semplicità ed ironia dai friends, fra le parole toccanti a lui dedicate e fra proiezioni di video inediti o risveglianti pubblici ricordi; dal suo aiuto ai bambini del Guatemala ad una partita a tennis, la grande generosità, l'umiltà e la spontaneità di Pavarotti hanno dato prova del fatto che il suo lato umano era tanto straordinario quanto il successo che con la sua voce ha raggiunto in ogni parte del mondo. Divino: così Pavarotti è stato definito durante l'evento del 6 Settembre 2017 in Arena di Verona. Sono trascorsi dieci anni dalla sua scomparsa ma quella sera Luciano era lì, sul palco nella sua grandezza eterna. Davanti ad un pubblico ancora emozionato, la voce registrata del Maestro ha pronunciato un commovente "Grazie"; un ringraziamento che riserverà anche agli Amici della Musica di Mirandola e a Milton Marelli domenica 29 Ottobre 2017 presso l'Auditorium 'Rita Levi Montalcini' di via 29 Maggio, dove si terrà l'evento organizzato dall'Associazione in onore di Luciano e della sua carriera lirica. Il concerto includerà la presenza di interpreti di grandissimo valore nonché della prima moglie del tenore, Adua Pavarotti.

2017.09.06 Evento Pavarotti Verona foto ufficiale

Luca Saltini e Lucio Carpani, un duo pianistico per Mirandola Classica Estate il 7 settembre 2017

I MAESTRI LUCIO CARPANI E LUCA SALTINI NEL BIS DI UN CONCERTO CHE HA DATO ULTERIORE SPESSORE ALLA RASSEGNA 'MIRANDOLA CLASSICA - ESTATE'
di Lisa Menditto

Il duo pianistico composto dai Maestri Lucio Carpani e Luca Saltini è tornato Giovedì 7 settembre 2017 ad animare il Foyer del Teatro Nuovo di Mirandola nella realizzazione del bis di un concerto che, lo scorso Agosto, ha coinciso con il principale motore per il forte entusiasmo del numerosissimo pubblico modenese. Un incontro quello di Giovedì il cui programma inizialmente previsto ha dovuto ricorrere a sostituzione e che i due Maestri hanno prontamente salvato; Lucio Carpani e Luca Saltini si sono infatti esibiti nel concerto che ha infine caratterizzato l'identità definitiva del penultimo appuntamento incluso nella rassegna concertistica 'Mirandola Classica - Estate' proposta dagli Amici della Musica. L'altolocato vissuto musicale reso chiaro dalla grande prestazione dei due Maestri, nonché la naturalità che li ha distinti per tutto il concerto nell'esecuzione di brani difficili, ha dato ragione agli spettatori di considerare la propria scelta di assistere fra le più buone per passare piacevolmente una serata piovosa. Il repertorio ha spaziato fra sinfonie d'opera e danze in un viaggio che ha profumato di risanante cultura; da Giuseppe Verdi a Vincenzo Bellini fino a Pietro Mascagni, rispettivamente con il Preludio  da 'La Traviata', la Sinfonia da 'Norma' e l'Intermezzo da 'Cavalleria Rusticana', W. A. Mozart con l'Overture da 'Le Nozze di Figaro' per poi sfociare nella Danza Ungherese no.5 di Johannes Brahms e in una selezione dal Walzer dello stesso compositore. Infine La danza di Gioachino Rossini, la Polka Italienne di Sergej Rachmaninov e la Tarantella di Nicolai Rubinstein. La profonda approvazione del pubblico presente è stata tanto entusiasta e comprensiva di qualche grido a nome di un bis da non aver nulla da invidiare a quella che avrebbero potuto dimostrare tante più persone, risvegliando così nel più piccolo Foyer la stessa grande emozione di Piazza XX Settembre. 

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Musicisti mirandolesi per Mirandola Classica Estate, 24 agosto 2017

I QUATTRO MUSICISTI MIRANDOLESI AL GRAZIOSO FOYER DEL TEATRO INNALZANO L’ORGOGLIO D’ESSER FIGLI DELLA CITTA’ DEI PICO
di Lisa Menditto

Fra gli incontri approntati dagli Amici della Musica di Mirandola, contribuenti all’arricchimento culturale della città e simboleggianti l’anima tangibile del Foyer del Teatro Nuovo, non poteva non essere incluso un appuntamento interamente destinato al vanto mirandolese; “Mirandola Classica – Estate 2017”, giunta pressappoco al completamento del suo cammino con altre due conclusive notti da trascorrere tra affabilità e ottima musica, ha pertanto fatto sì che tutta l’attenzione del pubblico venisse concentrata su quattro più che meritevoli musicisti, ciascuno di loro figlio della città dei Pico. Nel corso di una serata di quasi fine estate come quella del 24 Agosto 2017, Francesco Guicciardi, Emiliano Dolce, Maurizio Cavallini e il Maestro Lucio Carpani hanno comprovato la così produttiva capacità mirandolese nel preparare e nel crescere artisti realmente eccellenti; già gli “Amici della Musica” stessi, attraverso il loro programma estivo, hanno e continuano a dimostrare le singolari peculiarità di eventi rari il cui piacere nell’assistervi è così unico ed esclusivo, ovvero unicamente specifico di quegli incontri, da non essere facilmente ritrovabile ovunque. Non a caso, soltanto ai nuovamente numerosi spettatori che hanno preso posto nello splendido Foyer è stato possibile ristorarsi dapprima all’ascolto vivace di un repertorio originale russo per sola fisarmonica e all’udire di brani d’ispirazione popolare come czarde e danze balcaniche, accompagnate dal pianoforte, per poi raccogliersi in un clima più intimo con composizioni musicali come Notturno op.75 di Friedrich Wilhelm Voigt, Villanelle di Paul Dukas, Donato Lovreglio e la Fantasia su “La Traviata” di Giuseppe Verdi, Jacques François Gallay con una Fantasia sull’”Elisir d’Amore” di Gaetano Donizetti e Johann Sobeck su motivi dal “Don Giovanni” di Mozart. Grande professionalità e talento hanno regnato fra la fisarmonica di Francesco Guicciardi, il clarinetto del Pico d’Argento Emiliano Dolce, il corno di Maurizio Cavallini e il pianoforte del Maestro Lucio Carpani; dopo tutto, con un Foyer ospitante un’aura artistica unicamente mirandolese, all’interno di un ambiente luminoso ed in musica in contrasto con la sua città a quell’ora buia e silenziosa non poteva che essere in corso un altro bellissimo e soddisfacente evento firmato “Mirandola Classica Estate”.

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Opera cantata... e suonata, 10 agosto 2017 per Mirandola Classica Estate

IL FASCINO DI UN’OPERA CANTATA E SUONATA PER UNA SPLENDIDA NOTTE DI SAN LORENZO CON GLI “AMICI DELLA MUSICA” DI MIRANDOLA
di Lisa Menditto

Qual più bel modo d’impiegare il desioso clima volteggiante nel ventre della Notte di San Lorenzo, fra le scie luccicanti delle sue perseidi, se non quello di accostare il delicato fascino di un tale fenomeno astronomico all’altrettanto irresistibile udire d’ispiranti motivi musicali? Il Foyer del Teatro Nuovo di Mirandola ha voluto essere l’incarnazione della riprova al fatto che non ci sarebbe stata maniera migliore di quella adottata la sera del 10 Agosto 2017; il grazioso atrio ha alzato il sipario su quello che è divenuto il palcoscenico di rimando per la dolce danza astrale ed ha riposto la direzione del ballo nelle voci della soprano Mariska Bordoni e della mezzosoprano Erica Cortese, dalla finezza ed eleganza tanto vocale quanto comportamentale con la quale hanno saputo conservare, senza complessità, naturalezza ed autenticità interpretativa, nel suono fiabesco dei flauti degli esperti Nicola Silvestre e Marina Zaniboni e nel sempre inappuntabile Maestro Lucio Carpani. Non è stata impresa ardua intuire, sfogliando il programma del concerto, che la serata avrebbe potuto unicamente intraprendere la via della piena riuscita e dell’entusiasta approvazione da parte di un pubblico numerosissimo; Non si dà follia maggiore dall’opera “Il turco in Italia” di Gioacchino Rossini, Va ! Laisse couler mes larmes dal dramma lirico “Werther”, dell’autore operistico francese Jules Massenet, tratto dal romanzo “I dolori del giovane Werther” di Goethe, Andante e rondo op.25 del flautista austriaco Franz Doppler, Eccomi in lieta vista… Oh ! Quante volte da “Capuleti e Montecchi” e Sgombra è la sacra selva da “Norma” del compositore italiano fra i più celebri dell’Ottocento Vincenzo Bellini. La serata ha successivamente proseguito sulle note di una Grande fantasia da concerto per due flauti di Luigi Hugues su motivi da “Ballo in Maschera” di Giuseppe Verdi con accompagnamento di pianoforte, Ah ! Scostati… Smanie implacabili dall’opera “Così fan tutte” dell’austriaco Wolfgang Amadeus Mozart, Je veux vivre da “Romeo et Juliet” del compositore francese Charles Gounod, per poi concludere con una Fantasia su motivi da “Rigoletto” in un duo concertante per due flauti di Franz Doppler con accompagnamento pianistico e Belle nuit, o nuit d’amour, barcarola presente nell’opera “Les Contes d’Hoffman” del padre dell’operetta Jacques Offenbach e composizione utilizzata in La Vita E’ Bella di Roberto Benigni. “Mirandola Classica – Estate 2017” ha innegabilmente ridato testimonianza del grande valore degli appuntamenti proposti, sempre rimarchevoli per i mai inappaganti repertori musicali offerti all’udito e alla libera immaginazione degli spettatori ma anche e soprattutto per l’elevato livello dei musicisti e dei cantanti di ogni evento come Mariska Bordoni, Erica Cortese, Nicola Silvestre, Marina Zaniboni e Lucio Carpani che, nella notte di San Lorenzo, sono stati, in un gioioso e soddisfatto Foyer, altre cinque luminose stelle.

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Quattro mani e mille emozioni - 27 luglio 2017

QUATTRO MANI E MILLE EMOZIONI PER UN INCONTRO A REGOLA D’ARTE ORGANIZZATO DAGLI “AMICI DELLA MUSICA” DI MIRANDOLA
di Lisa Menditto

L’assortito programma di “Mirandola Classica – Estate 2017” organizzato dagli Amici della Musica di Mirandola ha promesso grandi cose e, in occasione del secondo incontro di Giovedì 27 Luglio 2017, ne ha dato ampia prova. Con un foyer infervorato da un pubblico cospicuo e tutto meritato, il Teatro Nuovo di Mirandola ha accolto con grande onore due angeli del pianoforte, Lucio Carpani e Francesca Fierro, artisti entrambi dotati di un talento sovrumano. Un duo pianistico che, già dalle prime note, ha donato due ali al Teatro permettendogli di librarsi in una dimensione magica, dissociata da qualsivoglia schema temporale e spaziale poiché profonda oltremodo per essere rinchiusa all’interno delle mura di convenzioni terrene; quattro mani che hanno cullato emozioni e commozione di chi ha avuto il privilegio di offrire un tale piacere alle proprie orecchie. Il repertorio musicale offerto dai due pianisti è stato non meno onorabile: Felix Mendelssohn Bartholdy con l’Ouverture dalla sua composizione “Sogno di una notte di mezz’estate”, rammentante l’omonima commedia shakespeariana; Franz Schubert e l’incantevole Fantasia in fa minore D940 dedicata alla sua amata allieva; Franz Liszt, Rapsodia ungherese no.2, per un finale nel pieno del fervore. Tutti compositori che, se avessero potuto opporsi all’inesorabile termine al quale è impossibile sottrarsi e se avessero dunque potuto essere presenti, avrebbero applaudito con la stessa gioia e con lo stesso soddisfacimento del pubblico. Lucio Carpani e Francesca Fierro hanno combinato umanità e doti in una splendida cornice di umiltà, elemento indispensabile per la più autentica e pura comunicazione di vere emozioni e, in special modo, virtù in dono solo ai veri artisti, i più grandi e i più genuini. A fine concerto, solo visi felici sono usciti dal foyer; ospitalità e affabilità hanno regnato attorno all’offerta di bevande, posta all’entrata, rendendo la serata priva di qualsiasi difetto. Un concerto quello del 27 Luglio 2017 che rimarrà nel cuore di ognuno per molto tempo o, di gran lunga più plausibile per il segno lasciato dall’appagamento emozionale, per sempre.
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Recensione del Trovatore - 4 giugno 2017

di Lisa Menditto

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Si apre il sipario con la voce dell'oratore Daniele Rubboli nel pomeriggio domenicale datato 4 Giugno 2017, presso l'Auditorium "Rita Levi Montalcini" di Mirandola. Il compositore italiano Giuseppe Verdi si desta dal sonno eterno con il suo Trovatore e plasma un milieu prestigioso per la selezione in forma di concerto dell'opera organizzata dall'Associazione Culturale "Amici della Musica" di Mirandola, sotto la presidenza del sig. Milton Marelli e la direzione artistica del Maestro Lucio Carpani. Come introduzione degna di nota la regia alza il volume sull'anteprima di due dei brani del nuovo disco realizzato dalle voci del Coro Giovanile "Augusta", progetto di beneficenza per il sisma del centro Italia nel 2016. Viene poi riservato un meritato applauso al notevole clarinettista mirandolese Emiliano Dolce, premiato con il premio "Pico d'Argento" in seguito ad una pregevole esibizione. Procede l'evento sulle note del Trovatore; Daniele Rubboli introduce di volta in volta i quattro atti fungendo da prologo per gli interventi degli interpreti del Conte di Luna (Walter Franceschini, baritono), Leonora (Maria Simona Cianchi, soprano), Azucena (Anna Lucia Nardi, mezzosoprano) e Manrico (Simone Mugnaini, tenore). Il Maestro Lucio Carpani accompagna le loro voci al pianoforte con grande maestria, riuscendo a conferire ancora più spessore e veridicità ai sentimenti dei personaggi, permettendo al pubblico di immedesimarsi completamente nel contesto. Sul palco anche il Coro "Città di Mirandola" e la Corale "G. Rossini" di Modena, diretti dal Maestro Luca Saltini, che eseguono, fra gli altri, il "Miserere", in memoria delle vittime del sisma del 2012. Vengono infine consegnate le borse di studio per le migliori recensioni relative al concorso "Studenti all'Opera" 2017, un'iniziativa che prende vita grazie agli Amici della Musica di Mirandola in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio e l'Arena di Verona. Un pomeriggio all'insegna della musica classica e al vanto del repertorio musicale italiano. Un ringraziamento speciale agli Amici della Musica in quanto associazione frutto di chi non ha mai rinunciato ai propri sogni e di chi vuole dire ai giovani di fare altrettanto.

Un intervista... a Daniele Rubboli

di Lisa Menditto

RUBBOLI

Si è svolta presso la festosa e piacevole
location dell’azienda agricola ‘Hombre’ a Corletto di Modena, nel tardo pomeriggio del 10 Giugno 2017, l'intervista al grande giornalista di professione e presentatore Daniele Rubboli, originario della bassa modenese ma noto intutta Italia come storico dell'Opera Lirica. Facendo risaltare in modo particolare la vita, la carriera e la sua tesi sul teatro musicale, si sono potute ascoltare le parole di un uomo dalla strabiliante cortesia.



La ricerca della strada da perseguire nel corso della propria vita risulta molto spesso difficile. Tuttavia, occasioni casuali possono aiutarci in questa impresa. Qual è stata, a questo proposito, la circostanza che le ha permesso di avere le idee più chiare su ciò che avrebbe voluto fare nella vita?

«E’ verissimo. Purtroppo si capisce molto di più con l’avanzare degli anni mentre invece le scelte della vita si devono fare all’inizio, di solito entro i diciotto e i vent’anni è necessario avere le idee molto chiare. Ci sono poi delle fortune. La mia fortuna è stata la mia famiglia. Mio nonno era un attore importante nelle compagnie filodrammatiche di Modena, anche se tutti gli uomini della mia famiglia sono originari di Ravenna. Mio padre avrebbe fatto una buona carriera come cantante lirico  se non fossi nato io a troncargliela [ride]. Doveva mantenere un figlio ed è diventato poi maestro delle scuole elementari avendo un diploma per questa professione. Mio padre però mi ha coinvolto da subito. Io a cinque anni ero già al Teatro Comunale di Modena, nei posti giusti, cioè dietro le quinte in mezzo ai cantanti. Mi faceva ascoltare i concerti alla radio, mi portava a quelli che ancora lui faceva di quando in quando e quindi io ho incominciato piano piano a respirare quest’aria. All’età di nove anni mi ha creato un’occasione di debutto come presentatore dello spettacolo delle scuole di Finale Emilia, facendomi salire sul palco per la prima volta. Ci sono salito per la prima volta a nove anni… e devo ancora scendere. Ho continuato a presentare spettacoli per ragazzi andando avanti con la scuola. C’è stata poi la grande esperienza con il Liceo Muratori a Modena. Eravamo un gruppo di gente che al sabato guadagnava qualche lira lavorando al ‘Domus’, che oggi è il Teatro Michelangelo. Io presentavo, Caterina Caselli cantava, l’équipe 84 era appena nata, I Nomadi si erano appena formati, c’erano i Marines con Ambra Borelli che ancora vive a Vignola... da qui ho capito che non avrei voluto abbandonare questo tipo di esperienze. Contemporaneamente, siccome a scuola riuscivo a cavarmela molto bene scrivendo, mi è nata l’idea di fare il giornalista. Anche su questo ci ho provato da subito. Ancora prima di finire il liceo ho provato a collaborare con la Gazzetta di Modena, riuscendo a rimanere nel giro fino a quando non sono diventato un professionista. Ho cambiato vari giornali e ho finito la mia carriera a ‘Tv Sorrisi e Canzoni’».



Oltre a queste quali sono state le sue collaborazioni?

«Ho aperto una dependance della Gazzetta di Modena con la Gazzetta di Ferrara che è nata nel ’69. Le cose non andarono molto bene con quest’ultima e per questo andai via. Ho fatto varie esperienze come freelance e poi mi hanno chiamato, devo ancora capire il perché chiamarono me, a dirigere la pagina regionale dell’Organo Ufficiale della Democrazia Cristiana dell’Emilia Romagna, cioè Il Popolo. Ho diretto la pagina regionale a Bologna per un certo periodo di tempo. Poi, anche per motivi economici, tutti noi periferici siamo andati a Roma e io ho iniziato a lavorare alla sede della città, finché non mi sono stancato perché per me Roma è una città invivibile [ride], quindi sono venuto via e poco dopo è arrivato ‘Tv Sorrisi e Canzoni’».



Vista la tendenza delle nuove generazioni ad apprezzare maggiormente le musiche commerciali, pensa che questo sarà il fattore che porterà alla graduale dispersione dell’opera in futuro? Cosa direbbe ai giovani per fare in modo che la lirica non venga dimenticata?

«Se mi fosse stata fatta questa domanda sei mesi fa sarei stato più preoccupato. Ho raccolto in questi ultimi tempi dei segni positivi di ripresa di attenzione. Ho tentato di invogliare mio nipote universitario di 21 anni a fare delle esperienze quando era piccolo, come il bambino della Butterfly in parecchie edizioni ad esempio. Adesso segue le opere al Teatro Comunale di Bologna, tutti gli anni va all’Arena di Verona, rimanendo comunque sempre informato sul suo genere musicale. Questo significa che quello che è venuto a mancare ai giovani in queste ultime due generazioni è stata l’occasione di sapere che esiste anche l’Opera. Ecco perché apprezzo molto quello che state facendo a Mirandola con gli ‘Amici della Musica’. Non è detto che per forza un giovane si debba innamorare del Teatro d’Opera perché è andato a vedere un’opera... però ci è andato, ha avuto un’occasione che probabilmente gli ha aperto una porta che per lui non esisteva, poiché il bombardamento dell’informazione lo porta su tutt’altri argomenti musicali. Io ho avuto colleghi e amici della mia età che sono venuti da me meravigliati perché d’estate avevano deciso di andare all’Arena di Verona e il giorno dopo la figlia è andata a comprare il disco della Turandot! C’è bisogno che i giovani vengano informati, non possono essere degli indovini. Non si nasce con dentro la passione per l’Opera. Poi ognuno fa le sue scelte. Magari su cento che vengono portati all’Opera solo dieci rimangono colpiti, però portiamoglieli! Tutto questo accade dagli anni ’80 in poi, perché fino a quegli anni non solo c’era un entusiasmo generale ma lo stesso teatro musicale faceva parte della cultura popolare tanto che anche un analfabeta conosceva perfettamente la differenza fra ‘Madama Buttefly’ e ‘Il Trovatore’. Poi con l’avvento di questa televisione che favoriva sempre di più altra musica e con l’inizio della crisi economica si è arrivati alla scomparsa dei Teatri di provincia: parliamo della provincia di Modena dove si facevano piccole ma reali stagioni d’opera a Mirandola, a San Felice sul Panaro, a Finale Emilia, a Sassuolo ecc. Adesso tutto questo è un mondo che è scomparso. Se qualcuno è interessato deve per forza recarsi al Teatro Comunale di Modena per esempio, poiché altrimenti nella provincia non ci sono altre grandi possibilità. Questo ha recato un guaio nelle nuove generazioni di cantanti che si sono ritrovati senza le ‘palestre’… che poi erano ‘palestre doppie’ sia per chi aveva già fatto una carriera ma aveva ancora bisogno di maturare una pensione come cantante, sia per i giovani che trovavano straordinario poter cantare al fianco di persone con venticinque o trent’anni di teatro, perché si poteva solo imparare qualcosa. Questa è una cosa che non riguarda soltanto l’Italia ma tutto il mondo. Io ho conosciuto tantissimi ex-cantanti del Metropolitan che poi facevano le stagioni a sessanta o sessantacinque anni a Macao e per gli organizzatori di Macao erano importanti perché erano tutti nomi che erano stati vent’anni in cartellone al Metropolitan. Così succedeva anche da noi: le prime parti le davano a questi cantanti che erano stati alla Scala o al Comunale di Bologna e intanto i giovani al loro fianco crescevano. Tutto questo mondo è scomparso. Nel nostro Paese in occasione delle sagre si organizzava un’Opera Lirica in piena estate, e anche se era una sola era un’occasione per portare a tutti questo tipo di teatro».







Dove ha frequentato la scuola ai tempi del Liceo?

«Ho avuto una storia vagamente complicata perché fino all’età di nove anni ho vissuto a Modena dove sono nato. Poi i miei genitori, entrambi insegnanti delle scuole elementari, hanno avuto il posto di ruolo in una scuola sperduta in mezzo alle campagne vicino a Massa Finalese, con abbinata e gratuita la casa degli insegnanti, quindi io mi sono trasferito lì finendo le elementari. La scuola media l’ho frequentata a Finale Emilia, essendo la più comoda da dove mi trovavo. Successivamente ho fatto la quarta ginnasio al San Carlo a Modena ma era troppo lontano da casa nonostante avessi dei parenti che mi ospitavano. Ho quindi fatto la quinta ginnasio al Liceo Pico di Mirandola, che raggiungevo più facilmente. Infine i miei genitori hanno lasciato la campagna e hanno deciso di ritornare a Modena dove ho frequentato il Liceo Muratori concludendo gli ultimi tre anni». 



Per quanto riguarda gli ‘Amici della Musica’ di Mirandola, com’è venuto a conoscenza di questa associazione culturale e come è progredito il suo legame nel corso degli anni?

«Le associazioni sono un fenomeno che si sviluppa con gli anni ’60. Anche se non parliamo di un associazionismo così spontaneo e di volontariato come fu nell'Ottocento, crebbe comunque con un entusiasmo tale che negli anni '80  il consorzio che avevano creato a Ferrara, che raccoglieva tutti i Lirica Club d’Italia, ne contava ottocento. Per cui era una presenza importante poiché organizzavano conferenze o concerti utili per promuovere i giovani cantanti e trasferte all’Arena di Verona. Ci sono stati alcuni grossi Club, come il Club Verdi di Rovereto sul Secchia, il più grosso d’Italia che intervistarono anche in televisione e che incominciò a fare i voli charter per il Metropolitan e anche per il Bol’šoj di Mosca. Per cui ci fu per venticinque anni un’attività bellissima che faceva entusiasmare la gente. Ma cos’è successo? E’ successo semplicemente che i presidenti delle associazioni non hanno curato il ricambio e man mano che morivano si spegnevano anche i Club. Io ho visto Club meravigliosi spegnersi e scomparire. E veramente non è una battuta quella di dire che il presidente Milton Marelli degli 'Amici della Musica' di Mirandola è uno degli ultimi sopravvissuti e che è riuscito a mantenere una vivacità in questa sua associazione, cosa che neanche Parma, che a suo tempo aveva addirittura cinque grandissimi Club, ha mantenuto, poiché è morto il presidente dei Parma Lirica che oramai è una sorta di niente in confronto a quello che era stato e alla vivacità della gente. Ogni club si era inventato un premio, li davano ai “divi” con i quali si instauravano amicizie e che venivano seguiti dai membri dei Club quando andavano a cantare. Poi tutta questa vivacità è scomparsa perché sono morti o sono invecchiati e quindi non hanno più avuto la capacità di portare avanti questo fenomeno. Io sono subito entrato in collaborazione e sono stato anche presidente per vari anni di uno dei grossi Club chiamato Frescobaldi di Ferrara che esiste ancora, non so in che condizione, ma esiste ancora [ride]».



Osservando da vicino il costante impegno del presidente Milton Marelli e del direttore artistico Lucio Carpani, quali pensa siano i punti di forza dell’associazione ‘Amici della Musica’ e cosa farebbe per aiutarla maggiormente in futuro?

«Per aiutarla maggiormente non potrei fare niente perché per aiutare queste realtà occorrono dei soldi, io non ne ho per cui…[ride]. Loro sono veramente molto bravi e stanno facendo una cosa che avviene solo in un'altra città italiana, Catanzaro. Promuovono i giovani, che è la cosa più intelligente che si possa fare poiché è inutile essere egoisti... quando siamo morti noi queste cose devono morire con noi? No! Nessuno deve pensare “dopo di me il diluvio”, no. Le cose devono andare avanti e in meglio. Ma tutto questo non potrà accadere se non prepariamo dei giovani.

Quello che sta facendo Mirandola è fantastico ma la “punta di diamante” è proprio questa promozione presso le nuove generazioni».





«Pian piano ci sarà una ripresa» conclude Daniele Rubboli. «Si tratta di un patrimonio culturale nostro che non può essere destinato a finire così».


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Gala Natalizio 2016

"Domenica 11 dicembre 2016, ospiti della stagione di concerti della nostra Associazione 'Amici della Musica' di Mirandola sono stati gli interpreti dell'Accademia Kairos di Verona, che hanno proposto un Galà Natalizio, confermando al pubblico mirandolese la capacità di questo gruppo di lavorare con cura, passione e dedizione. Sotto la guida della direttrice M° Paola Fornasari, il cui entusiasmo si sprigiona evidente e si diffonde su tutto il gruppo, sono riusciti ancora una volta a confezionare una proposta musicale elegante e ammaliante".

Ringraziamo del piacevole pomeriggio, affascinante ed elegante, la direttrice Paola Fornasari e tutti gli interpreti: Francesca Murari, Yaqi Liu, Carlotta Bellotto, Mana Yamakawa, Cristina Arsenova, Luisa Allegrini, Keti Muzzolon, Sara Tosoni, Antonio Martinelli, Tiziano Rosati, Emanuele Vignola, Stefano Vangelista e Federico Donadoni. Uno speciale ringraziamento anche a Giovanni Patti e Stefania Cantarelli per la gradita sorpresa in onore del nostro presidente Milton Marelli. Buon Natale a tutti voi da parte della nostra Associazione.

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L’ASSOCIAZIONE AMICI DELLA MUSICA DI MIRANDOLA RIAPRE LA NUOVA STAGIONE DI “STUDENTI ALL’OPERA” CON UN’ENTUSIASMANTE TURANDOT A VERONA

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Con l’anteprima di Turandot rappresentata giovedì 15 dicembre 2016 e aperta agli studenti delle scuole, riprende l’intensa attività dell’Associazione Culturale “Amici della Musica” di Mirandola rivolta agli studenti delle scuole di Mirandola (Istituto G. Luosi), Modena (Liceo Muratori e Liceo San Carlo) e Carpi (Istituto A. Pio e Istituto Sacro Cuore). L’opera di Giacomo Puccini allestita dal Teatro Filarmonico di Verona dalla Fondazione Arena ha pienamente soddisfatto gli studenti coinvolti (più di 90), gli insegnanti e la direzione artistica dell’Associazione, affiancando un cast più che dignitoso ad una scenografia e regia, specialmente nel primo atto, entusiasmanti. Complimenti alla Fondazione Arena di Verona che ha saputo, in un momento molto difficile e critico, riaprire la stagione con un prodotto coinvolgente; complimenti all’Associazione “Amici della Musica” di Mirandola che si propone di confermare tutti i risultati raggiunti la stagione passata di “Studenti all’Opera”: circa 500 studenti accompagnati ad assistere alle opere liriche rappresentate in Teatro Filarmonico a Verona, preparati con apposite lezioni introduttive su ciascuna delle opere liriche e la sua importanza, 4 studenti premiati con borse di studio per un valore totale di 1000,00 euro per i migliori elaborati scritti di recensione e commento delle opere viste.

Ed ora si attendono le prossime rappresentazioni a Verona: Pagliacci (20 gennaio 2017) di R. Leoncavallo, Tosca (17 marzo 2017) di G. Puccini, Norma (21 aprile 2017) di Vincenzo Bellini.

Il valore della nostra tradizione operistica è grande tanto quanto l’importanza di trasmetterlo ai giovani con tutte le nostre forze.

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Inaugurazione del nuovo pianoforte, 9 ottobre 2016

Dopo un’estate 2016 certamente non inattiva per l’Associazione Culturale “Amici della Musica”, la quale ha dato vita ad una stagione di sette concerti intitolati “Mirandola Classica Estate” svoltasi da giugno a settembre presso il Foyer del Teatro Nuovo e dedicata alla valorizzazione di musicisti giovani e di talento, l’autunno musicale dell’Associazione è cominciato domenica 9 ottobre con la realizzazione del Concerto per l’Inaugurazione del nuovo pianoforte, facente parte del ricchissimo cartellone di eventi  raccolti dal Comune di Mirandola all’interno dell’ “Autunno in Aula Magna”.

Protagonista dunque il pianoforte della prestigiosa casa tedesca Schimmel, recentemente acquistato dalla Associazione in sostituzione del vecchio pianoforte e collocato nell’Auditorium Rita Levi Montalcini, a disposizione per eventi organizzati dal Comune di Mirandola, dalle scuole e da chi ne facesse richiesta.

Si tratta di un bel pianoforte tre quarti di coda (lunghezza 213 cm) acquistato usato e risistemato, seppur già in ottime condizioni, dai tecnici della prestigiosa ditta di pianoforti Angelo Fabbrini di Pescara, marchio di garanzia e qualità a livello internazionale: lo strumento è stato così messo a punto per garantire la massima affidabilità e precisione tecnica, così apprezzata dai pianisti. Il suo suono ricco, caldo e morbido lo rende ideale per la musica da camera. L’investimento, non di poco conto, operato dall’Associazione Culturale “Amici della Musica” di Mirandola, denota una precisa intenzione nel contribuire ad aumentare la qualità della proposta musicale.

Così domenica 9 ottobre, accompagnati dal magico suono, si sono esibiti una serie di musicisti costituenti una selezione dalla sopra citata stagione estiva dell’Associazione: i mirandolesi Maurizio Cavallini (corno) , Emiliano Dolce (clarinetto) e Francesco Guicciardi (fisarmonica), il soprano Maria Ramazzotto, il tenore Cosimo Vassallo, Davide Treves (violoncello), Nicola Silvestre (flauto), Alberto Tecchiati (violoncello), Nicola Morelato (fisarmonica), Matteo Poiani (fisarmonica). Lo strumento è stato affidato alle mani del M° Lucio Carpani, al quale si è unito il M° Luca Saltini nei brani suonati a “4 mani”. Preziosa la partecipazione del Coro Città di Mirandola, in collaborazione con la Corale G. Rossini di Modena, che ha regalato emozioni con vibranti pagine liriche come protagonista e in accompagnamento alle voci solistiche. Il tutto ha dato vita ad un pomeriggio molto ricco, lungo e variegato, all’insegna della musica classica e lirica.
Graditissime anche le presentazioni di Isabella Folloni e Eliana Perez Prato, nonché il raffinatissimo aperitivo servito alla fine del concerto e allestito dall’Associazione Culturale “Donne in Centro”
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Pico d'argento a Tomasz Ritter per Mirandola Classica

17 aprile 2016

Ascoltare musicisti di alto livello è sempre un’esperienza bellissima, ma quando il musicista in questione è un ragazzo prodigio di vent’anni, tutto prende un sapore diverso. È stato il caso di Tomasz Ritter, pianista di ventunanni polacco che vinse, nel 2011, il nono concorso internazionale per giovani pianisti internazionale “Arthur Rubinstein in memoriam”. Tomasz ha regalato agli Amici della Musica di Mirandola un pomeriggio domenicale indimenticabile. La scelta di un repertorio importante ed impegnativo ha portato maggiore stupore una volta notato che tutto il concerto è stato eseguito a memoria dal giovane talento, il quale ha abbracciato due secoli di storia della musica pianistica, partendo dall’italiano Scarlatti e approdando a Prokofiev, cardine del programma assieme a Beethoven. Ritter ci ha donato l’ascolto delle opere più personali dell’ultimo Beethoven. Ne è l’emblema la sonata op.110, la penultima, perché in larga parte differisce da quello che è il carattere eroico, serioso e corrucciato che spesso si attribuisce in maniera generica a Beethoven: questa sonata sembra invece dare vita alla voce più intima del compositore, ed è all’insegna dell’espressione melodica e del sentimento. Prokofiev, invece, è capace di un pianismo che si muove verso un modo di suonare percussivo ed esuberante, con sonorità asciutte e taglienti. Bellissima ed evocativa l’immagine di Poulenc, che ricorda il pianismo di Prokofiev come “fatto ad immagine della sua mano lunga e muscolosa, del suo polso d’acciaio fatto per lo staccato e per i grandi accordi volanti”.  La settima sonata op.83 penetra l’ascoltatore per la sua intensità drammatica, quasi come fosse un resoconto dei terribili avvenimenti bellici dell’epoca. Con il primo tempestoso movimento assistiamo alla lotta di un’intera nazione contro l’invasore e contro l’ingiustizia, mentre il secondo sembra un ricordo dei giorni di pace, un breve riposo prima di ripiombare nel vortice infernale del terzo movimento.  Passando poi attraverso il mare poetico di Smetana, ascoltando la drammaticità di Skrjabin e assaporando il romanticismo pianistico di Chopin, il pubblico è rimasto esterrefatto dall’abilità di questo giovane ragazzo, capace di memoria formidabile, abilità tecniche invidiabili  e al contempo trasmettitore di tutti i sentimenti musicati da questi grandi compositori. L’associazione ha ritenuto doveroso consegnargli il premio “Pico d’argento”, il suo primo riconoscimento italiano, sicura che possa fare una splendida carriera all’insegna del successo. 


Margherita Bergamaschi


2016.04.17 Tomasz Ritter per Mirandola Classica


Histoire du Soldat per Mirandola Classica, 21 febbraio 2016

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Spesso, quando decidiamo di andare a teatro, il nostro immaginario corre dietro all’idea di un’opera lirica, possibilmente con tanti personaggi e vestiti d’epoca sfarzosi, oppure a una bella sinfonia suonata da un’ottantina di orchestrali. Con “Histoire du soldat” ci siamo dovuti ricredere. Sette musicisti, un direttore, una narratrice e alcune tavole disegnate sono bastate per accompagnarci dentro ad un mondo parallelo. Violino, clarinetto, fagotto, tromba, trombone, contrabbasso e percussioni sono l’unico organico di cui Stravinskij ha avuto bisogno per creare una storia impressionante, travagliata ma al contempo semplice, capace di arrivare dritta al cuore di chi ascolta. Opera scritta nel 1918, in piena guerra, il testo è una rielaborazione di alcune favole russe che arriva a trattare alcune tematiche fondamentali, come quella dello sradicamento dalla propria terra. Su un palco buio, riempito solo della presenza di questi pochi artisti, prende forma il disegno, prende suono la musica e prende significato l’intera opera. È la calda voce di Angela Malfitano ad accompagnarci in questa assurda storia di straniamento: un giovane soldato in congedo, sulla strada di casa, incontra un vecchio apparentemente innocuo, che poi si scopre essere il diavolo. Dal giovane non vuole nulla di eccezionale, solo il suo violino, strumento di scarsa qualità e di valore economico esiguo. In cambio, il soldato ottiene un libro che gli mostra il futuro. Un’offerta molto allettante, anche se poco comprensibile. Decide di accettare, divenendo col tempo un ricchissimo mercante d’arte, proprietario di un’infinità di beni materiali. Ma a che prezzo. Quanto può venirgli a costare questo scambio? La vita intera. Una volta tornato a casa, nel suo villaggio nessuno più lo riconosce: è andato oltre il tempo, è un morto tra i vivi. Cedendo al diavolo, il giovane perde tutto il suo valore di essere umano. Il violino tiene costantemente la scena, ha un ruolo drammaturgico fondamentale, rappresenta il dramma interiore di ognuno di noi. Forse è per questo che il diavolo desidera così ardentemente il violino del povero soldato: possedere le paure di un uomo significa possedere l’uomo stesso. Non esiste più felicità, non esistono i profumi, è lontanissima la sensazione di gioia nello stringere una ragazza, seduti su una panchina, sul ciglio della strada. Il ragazzo capisce che deve disfarsi del libro per ritrovare se stesso, lo straccia in mille pezzi e lo getta. Dopo mille peripezie arriva a giocare una partita a carte col diavolo. Decide di giocarsi tutti i soldi che gli restano, aiutato dalla sua voce interiore, che sa indicargli qual è la cosa giusta da fare. Per quanto sia ricoperta dall’oscurità, la nostra coscienza, la nostra intima componente sana, non perirà mai. Il diavolo vince la partita, ma in realtà perde il potere che ha sul ragazzo. Almeno per il momento.  Ritrovata la sua natura umana, il giovane si innamora di una bellissima principessa. Una volta sposati, il soldato è convinto di avere finalmente tutto ciò che conta nella vita, ma la principessa lo induce suo malgrado in tentazione, rinfocolando nel cuore del suo amante la divorante nostalgia del suo paese natio. Un errore tremendo: appena il soldato passa il confine del regno il diavolo, che lo attende al varco, se lo porta via per sempre al suono di una marcia trionfale, tenendo fede alla sua maledizione.

La parola chiave per godere appieno di quest’opera è “semplicità”. Le rovine dell’Europa in macerie di Stravinskij permettono solo questo, un’opera semplice, ma è proprio la tragedia storica della prima guerra mondiale a dare la possibilità al compositore di creare qualcosa di radicalmente nuovo, che nella comodità, non sarebbe mai nato. L’allestimento pensato dal M° Giambattista Giocoli è essenziale e carico di forti significati simbolici: nessuna ridondanza o ripetitività. Persino le elevate difficoltà tecniche musicali passano come semplici, grazie alla grande bravura dei musicisti.  

Ogni disegno dell’artista (a cura di Michele Cerone) è una storia a sé, coloratissima e affascinante. Il colore, il suono, la voce-strumento della narrazione si fondono parlando della vita e della profonda drammaticità che caratterizza la natura dell’essere umano. Altrettanto sfaccettata è la musica, commistione tra unamarcia, unvalzere uncoralebachiano checompaiono a fianco di untango argentinoe aljazznordamericano. La musica del 900 ha perso i canoni estetici della melodia dei passati secoli, l’Europa ha perso le proprie sicurezze, ma l’arte si è arricchita, cambiando per sempre. Cogliamo questo fiore nato nelle avversità, ringraziando Angela Malfitano, il M°Giocoli e l’Orchestra del Baraccano di Bologna per avercelo donato. 

MARGHERITA BERGAMASCHI


Auguri con le note di Rossini, 13 dicembre 2015!

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 13 dicembre l’Associazione Culturale Amici della Musica di Mirandola, insieme al Coro Città di Mirandola e alla Corale G. Rossini di Modena, hanno voluto fare i migliori auguri di buone feste ai propri soci e alla popolazione di Mirandola nel proprio stile, con un concerto interamente dedicato alle note di Gioacchino Rossini. Tre corali, due pianisti, un flautista e tre cantanti lirici si sono alternati sul palco dell’Aula Magna Montalcini, attraverso la conduzione del giovane presentatore Cristian Saudino

Dopo il gradito saluto e augurio da parte del nostro sindaco Maino Benatti, la serata si apre con un momento molto dolce, quasi di raccoglimento: il Coro Giovanile “Augusta”, sezione giovanile del Coro Città di Mirandola diretta dal M° Lucio Carpani, fa il suo debutto sul palco dell’Aula Magna con il brano contemporaneo “Someone like you”, offrendo a tutti la possibilità di vedere l’emozione evidente dei giovani cantanti di esibirsi in un concerto che li vede co-protagonisti. Il pianoforte di Luca Saltini e la voce potente del soprano Katerina Kotsou accompagnano il coro giovanile sulle note di “Amazing Grace”, brano scritto da un ex negriero pentito per aver ridotto in schiavitù centinaia di africani, un vero e proprio inno alla vita come Dono.

Dopo questo primo momento denso di emozioni, eccoci giunti nel vivo del nostro concerto che vede come protagonista indiscusso Gioacchino Rossini, uno dei più grandi operisti della storia della Musica: la serata rossiniana non può che iniziare con l’Ouverture dell’opera “Il Barbiere di Siviglia”, eseguita a quattro mani dai due maestri Lucio Carpani e Luca Saltini, passando così dalla coralità a un inizio ufficiale più intimo ma altrettanto energico e senz’altro frizzante. 

In seguito, una serie di brani sempre tratti dalla medesima opera, la cui interpretazione degli artisti lascia quasi immaginare ciò che accade sulla scena vera e propria: abbandoniamo così lentamente l’entusiasmo e ci ritroviamo in una piazza della città di Siviglia sul terminare della sera. Una piccola lanterna illumina la scena e un uomo avvolto nel mantello sussurra: "piano, pianissimo, senza parlar, tutti con me venite qua".

La risposta non tarda. Solo gli uomini della corale Rossini di Modena e del coro della Città di Mirandola che insieme cantano: "Tutto è silenzio; nessun qui sta che i nostri canti possa turbar".

Le voci duettanti sono quelle del tenore Massimo Montanari, chiara e giovanissima, contrapposta a quella infinitamente profonda ed esperta del basso Francesco Ellero D'Artegna.

Finalmente l'oggetto amato e tanto desiderato dal protagonista ora è visibile in carne ed ossa, e fa uso di tutte le sue arti seduttive per conquistare il cuore degli ascoltatori. Katerina Kotsou ci ammalia sulle note di “una voce poco fa”: "Io sono docile, son rispettosa,  […] ma se mi toccano dov'è il mio debole sarò una vipera e cento trappole prima di cedere farò giocar".

Ci addentriamo in una delle arie più famose del Barbiere di Siviglia. Un brano inaspettatamente attuale, che evidenzia ciò che a tutti, prima o poi, accade nella quotidianità: il Basso canta  “La calunnia è un venticello”.

È il momento di lasciare da parte i pensieri negativi.  Sempre dal Barbiere di Siviglia, il pubblico può godersi la serenata  "Se il mio nome saper voi bramate" cantata dal tenore solista.

Il romanticismo lascia spazio all’elegante ironia di Rossini. Le voci femminili dei cori cantano “Duetto buffo di due gatti”, una commistione di comico e classico molto apprezzato.  La serata continua con un brano strumentale: le “Variazione sul tema della Cenerentola” di Rossini scritte da F. Chopin, eseguito dal flautista Nicola Silvestre, dal timbro bello e deciso, accompagnato al pianoforte da Lucio Carpani.

L’effetto comico e il senso di stupore cantato dalle corali in "Siete voi? Questo è un nodo avviluppato" si alterna al melodramma tragico, tratto da Semiramide, "Deh! ben ti ferma", passando per la tarantella napoletana "La danza" e infine giungendo al Guglielmo Tell.  L’ultimo brano, “Dal tuo stellato soglio” tratto dalla preghiera di Mosè dal "Mosè in Egitto" vede finalmente insieme Soprano, Tenore e Basso accompagnati dai cori.

Concluso questo ricco percorso rossiniano, gli artisti lasciano il pubblico con una sorpresa: un medley di canzoni natalizie, ciascuna nella sua lingua originale, che spazia da "Adeste Fideles" a "White Christmas".

Un concerto ricco, che scandaglia ogni tipo di emozione umana è il regalo che gli Amici della Musica hanno pensato per il proprio pubblico. Di naturale rimando l’entusiasmo e la soddisfazione sono stati l’augurio più grande che gli spettatori potessero fare agli organizzatori dello spettacolo, reso possibile grazie al supporto di Livanova e Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola. Da parte dei membri dell’associazione e del presidente Milton Marelli e da parte del Coro Città di Mirandola e del suo presidente Barbara Bonfatti, auguriamo a tutti voi un sereno Natale, ricolmo di amore e musica. 

Margherita Bergamaschi
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Tra operetta ... e lirica - Concerto di inaugurazione stagione 2015\2016

“Aula Magna Rita Levi Montalcini, uno spazio per la città” e proprio per valorizzare a pieno questo superbo luogo che la nostra città ha ora a disposizione, nel pomeriggio di domenica 4 ottobre, la direzione artistica dell’Associazione Culturale Amici della Musica di Mirandola, curata da Milton Marelli e dal M° Lucio Carpani, ha portato in scena il concerto inaugurale della nuova stagione dell’associazione musicale, evento che ha visto la partecipazione del Coro Città di Mirandola in collaborazione con la Corale G. Rossini di Modena e le quattro voci soliste Carlotta Bellotto (soprano), Cosimo Vassallo (tenore), Katja Lytting (mezzosoprano) e Francesco Ellero D’Artegna (basso), degni rappresentanti del bel canto italiano. Il tutto grazie al preziosissimo apporto e contributo della Città di Mirandola, rappresentata da Alessandra Mantovani, assessore alla promozione della città e della conoscenza, la quale ha introdotto il pubblico in questa iniziativa di festa e di condivisione di un luogo che merita di entrare davvero nel nostro cuore. Le due corali, dirette con grande competenza dal M° Luca Saltini e accompagnate al pianoforte dalla maestria di Lucio Carpani, hanno presentato celebri brani tratti dalle opere di Verdi, Puccini, Bizet e Lehar e i solisti, da parte loro, si sono esibiti in una selezione di famosi duetti, cavatine e assoli. Dal famoso “Va pensiero” tratto da Nabucco, all’impetuoso “Coro degli Zingari” tratto da Il Trovatore, per proseguire con l’operetta. Meravigliose e intramontabili pagine che sottolineano il valore del melodramma italiano, e non solo, presentate al numeroso pubblico intervenuto che, calorosamente ricevuto nell’aula magna Montalcini, ha potuto trascorrere un piacevolissimo pomeriggio festivo, avvolto nella magica atmosfera creata dalla musica che rinfranca lo spirito ed eleva gli animi. Il concerto è terminato, coinvolgendo tutti gli artisti che si sono esibiti, con il brindisi più famoso nel mondo, “Libiamo ne’ lieti calici, tratto da La Traviata, e che questo brindisi possa essere di buon auspicio per futuri eventi musicali, accolti nel nostro “spazio per la città”.
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Una borsa di studio per la giovane pianista Anqi Chen

La musica per un musicista è uno stile di vita, una lingua internazionale per spiegare al mondo le proprie idee, forse persino la vita stessa. Il modo affascinante in cui un musicista è unito al suo strumento, quasi da sembrare una cosa sola, è spettacolare quasi quanto l’esibizione di questi due individui che si fondono fino a diventare uno solo. Il 23 luglio 2015 ho potuto notare ciò con piacere  nella giovane pianista cinese Anqi Chen. Questa ragazza, che ha studiato nella scuola di musica mirandolese “Carlo e Guglielmo Andreoli” con il maestro Lucio Carpani, ha lasciato il pubblico (più numeroso delle aspettative, a giudicare dalle numerose persone in piedi) letteralmente a bocca aperta, durante il concerto pianistico a lei dedicato. Anqi pensava si trattasse di un concerto d’addio, poiché sta per trasferirsi negli Stati Uniti. Tuttavia tre importanti realtà musicali di Mirandola si sono offerte di consegnarle una borsa di studio del totale di 1200,00 euro per permetterle di continuare gli studi di musica anche all’estero, affinché il suo eccezionale talento non vada sprecato: l’Associazione Culturale "Amici della Musica" di Mirandola, l'Associazione Coro Città di Mirandola (la quale conferisce la sua parte di borsa di studio in onore del maestro Giuliano Vicenzi scomparso l'estate scorsa) e la Fondazione Scuola di Musica Carlo e Guglielmo Andreoli. Il Comune di Mirandola, rappresentato nella serata dal vicesindaco Alessandro Ragazzoni che ha sottolineato quanto sia importante il coraggio di un giovane ad inseguire la propria passione, ha permesso che tutto ciò si realizzasse, mettendo a disposizione il Foyer del Teatro per l'evento e ha inserito il concerto in un ciclo di eventi "Estate in Città, Sere di note e di parole, Luglio e Agosto 2015". Mi ha colpito il modo in cui questa giovane pianista ha suonato, non solo per l’indubbio talento, ma per la tecnica stessa che usava per suonare, chinandosi sul pianoforte quasi, come se fosse volesse entrare in esso e diventare parte della musica che stava creando con le dita. E l’idea che dava era proprio quella, dal modo con il quale suonava con maestria il pianoforte sembrava essere lei stessa la musica; è una sensazione difficile da spiegare a meno che non si abbia assistito a qualcosa di simile. Anqi la sera del 23 luglio ha suonato alcuni brani celebri e intensi: Fantasia in re minore di Mozart, la Sonata op. 110 in la bemolle di L. van Beethoven, la Ballata no.3 op.47 in la bemolle maggiore di F. Chopin, lo Studio da concerto “Un sospiro” di F. Listz, e il Momento Musicale op.16 no.4. E come gran finale Anqi ha sorpreso il pubblico, deliziandolo con un brano creato da lei. La determinazione e la passione di questa ragazza si vedono dalla maniera in cui suona, l’energia che emana è strepitosa, fa rimanere incantati a osservarla, senza però essere distratti dalla musica. Sono giovani talenti come Anqi che ci insegnano che la musica classica non ha tempo, che non è solo “una cosa da vecchi”, bensì un patrimonio da tramandare, perché è inestimabilmente raro. Ovviamente tutti speriamo che questa ragazza talentuosa abbia successo anche negli States, ma un pizzico di egoismo ci fa sperare che torni presto a suonare per noi. 

Valentina Annunziata

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