Trio Mascagna-Pianelli-Fierro per la chiusura di Mirandola Classica 2013

(recensione a cura di Matteo Silvestri, fotografia di Sara Luppi)

Domenica 5 maggio, Villa Tagliata a Mirandola
Chiusura di Mirandola Classica 4° edizione 2013: Trio Mascagna-Pianelli-Fierro

Ultimo concerto della stagione 2012/2013 dell'associazione amici della musica di Mirandola si è tenuto domenica 5 maggio a Villa Tagliata. Nonostante il tempo non fosse dei migliori il pubblico ha raggiunto volentieri l'esibizione, tenuta magistralmente dal trio Mascagna, Pianelli e Fierro. Il trio violino, violoncello e pianoforte ha incantato gli spettatori, nella prima parte, con il trio degli spettri, opera 70 numero 1 di Beethoven, formata da tre movimenti, il primo e l'ultimo brillanti, che fanno da cornice al secondo, sicuramente più lugubre dalle aspirazioni di oscuri e cattivi presagi, ma comunque il movimento che contiene più emozioni, infatti sembra quasi che gli strumenti si lamentino, proprio come degli spettri. Tuttavia il finale frizzante riesce a scacciare la malinconia che aveva portato il secondo movimento riportando l'allegria.
Una piccola pausa basta per fare un salto di quasi un secolo, arrivando al trio opera 50 in la minore di Tchaikovsky, come lo stesso compositore affermava, la combinazione violino, violoncello e pianoforte non poteva legarsi e formare un corpo armonioso, ma aprì una sfida personale e riuscì a comporre un'opera strabiliante, che i tre musicisti sono riusciti a interpretare alla perfezione. Infatti, i tre ospiti di questo ultimo concerto nonostante la loro giovane età hanno ottenuto importanti riconoscimenti, e sono riusciti a donare un pomeriggio di bellezza musicale.
La stagione si è così conclusa, nonostante tutte le difficoltà iniziali, e le alle tante preoccupazioni dovute al sisma che ha colpito la nostra terra e l'associazione amici della musica. Ma questo ha dimostrato ancora una volta che la musica non si può fermare, nessuna barriera nessuno ostacolo la potrà bloccare, e come il vento varca ogni confine della terra, anche la musica resterà una delle tante consolazioni nascoste di questo mondo.


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Elisir d'amore al Filarmonico a Verona con gli studenti del Pico

(recensione a cura di Sara Malavasi, fotografia di Sara Luppi)

Sabato 20 aprile 2013, Teatro Filarmonico di Verona
Prove generali di Elisir d'amore con gli studenti del Liceo G.Pico di Mirandola


Nonostante le difficoltà che scuole e associazioni hanno dovuto affrontare in questo anno, il buono non ci ha mai abbandonato, unendo in una stretta collaborazione l’Associazione degli Amici della Musica e l’Istituto Superiore G.Luosi. I ragazzi hanno potuto conoscere il magico mondo della musica classica e della lirica al Teatro Comunale di Bologna il 6 ottobre, assistendo a Pagliacci e Cavalleria Rusticana, a Poggio Rusco 29 settembre in un incontro con la musica di Schubert, conoscendo il Macbeth di G.Verdi al Teatro Filarmonico di Verona l’11 dicembre, e concludendo con l’incantevole Elisir d’amore di Gaetano Donizetti, del 20 aprile, sempre al Filarmonico e oggetto di questa recensione.

Una collaborazione florida, che vede protagonisti i giovani e la loro freschezza, tanto necessaria al mondo del teatro per poter perdurare. Uno speciale merito va, oltre all’Associazione per l’energia che sempre mette a disposizione di simili progetti, al dott. Giorgio Siena, che ha permesso all’Associazione di poter unire le conoscenze scolastiche al grande patrimonio della musica, nella speranza che ciò che quest’anno è stato novità, presto diventi tradizione.

L’amore è come un bivio: una strada può nascondere insidie e ostacoli, sembrare vuota, o rivelarsi luminosa. Sta a noi percorrerla e non arrendersi alle difficoltà per coronare il nostro sogno. L’opera buffa di Gaetano Donizetti “Elisir d’amore” cela dietro una prima lettura comica della storia d’amore un messaggio più profondo, che ha viaggiato attraverso le epoche, arrivando al presente. Il protagonista maschile, Nemorino, è il modello di ragazzo insicuro e sognatore che s'innamora di una ragazza che non lo considera: Adina, ammaliatrice sprezzante. Nella disperazione per le imminenti nozze della giovane con il sergente Belcore, suo principale antagonista, Nemorino si affida alla sapienza ingannevole del fattucchiere Dulcamara. Solo il destino darà al giovane la possibilità di conquistare l’amata e vivere con lei il resto dei suoi giorni. Nei personaggi che sono presentati, lo spettatore può immedesimarsi ed è questa la vera forza dell’opera: raccontare storie comuni, elevandole grazie alla potenza della musica e della lirica. Grazie all’associazione Amici della Musica, i ragazzi del Liceo Pico hanno potuto apprezzare la straordinaria interpretazione dei cantanti al Teatro Filarmonico di Verona, che ha conferito un valore aggiunto a questa splendida opera. Gli spettatori sono rimasti vittime a loro volta dell’elisir (della lirica), che ha fatto loro sfuggire una “furtiva lacrima”.



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Pier Narciso Masi per Mirandola Classica, recensione e intervista

(recensione a cura di Matteo Silvestri, intervista a cura di Sara Malavasi e Margherita Bergamaschi, fotografie di Sara Luppi)

Domenica 7 aprile, Villa Tagliata a Mirandola
Mirandola Classica: recital pianistico del Maestro Pier Narciso Masi

Protagonista indiscusso del concerto organizzato dall’Associazione Culturale “Amici della Musica” di Mirandola del 7 Aprile, è stato il pianoforte. Per l’occasione la sala di Villa Fondo Tagliata si è completamente trasformata, infatti, la disposizione radiale del pubblico attorno allo strumento ha ricordato gli antichi falò medievali. E come i cantastorie narravano le avventure degli eroi, l’ospite d’eccezione Pier Narciso Masi, considerato uno dei massimi esponenti della musica da camera con pianoforte, ha suonato incantando tutti sulla musica di Scarlatti, Schubert, Brahms e Beethoven.
Già dopo poche note, la musica e il pubblico si sono uniti in un’alchimia indissolubile, e a ogni pausa le persone vivevano un momento di tensione, quasi come se mancasse il respiro, per poi riprendere e continuare a sognare sulle melodie sprigionate dalle veloci ma precise mani di Masi. Se bisognasse riassumere il concerto in due parole, quelle sarebbero: magia e incanto. Il pianista con la sua spontaneità ha fatto parlare il pianoforte, a volte, quasi ci si dimenticava che ci fosse un musicista, tanta la delicatezza e la passione usata da Masi, anche per i pezzi più agitati e allegri come le due rapsodie di Brahms. Il pubblico è rimasto ammaliato, e trasportato dall’incantevole musica, l’atmosfera si è fatta calda, e a scaldarla è stato proprio il pianoforte, al centro della sala. L’ultimo brano eseguito dal maestro Masi è stato la sonata “quasi una fantasia” in do minore, più conosciuta con il nome di “al chiaro di luna” di Beethoven, con questa melodia si è raggiunta l’apoteosi del concerto, Masi ha regalato per quegli istanti una tranquillità disarmante. Le persone si sono dimenticate dei loro problemi, e la freschezza della melodia ha fatto sognare tutti quanti, del resto, come diceva il filosofo greco Platone “La musica è la miglior medicina dell'anima” .

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2013.04.07 Masi al pianoforte

2013.04.07 Foto di gruppo Masi


L’intervista che il Maestro ha amichevolmente concesso dopo il concerto ci rivela una profondità di spirito che ha permesso a questo inguaribile sognatore di incantare il suo pubblico e di rimanere incantato a sua volta.

 

- Nel corso della sua carriera ha potuto viaggiare molto e conoscere una vasta categoria di pubblico, secondo lei, qual è quello ideale?

Il pubblico ideale esiste fino a un certo punto, in qualche modo devi saperlo prendere. Si usa spesso un termine improprio: “ vedere un concerto”, ma un concerto si ascolta! Secondo me, non esiste un pubblico disinteressato che assiste a un qualsiasi evento, se c’è un minimo d'interesse e sai come prenderlo, il pubblico è sempre buono; questo si nota nei momenti di pausa, quando c’è grande silenzio. Ai miei allievi dico sempre di lasciar volar via la musica, il silenzio stesso è musica.



- E' data più importanza alla musica da camera in Italia o nel resto d’Europa? E perché si dovrebbe dare importanza alla musica da camera?
Questo è un nostro tasto dolente. In Italia la musica da camera è considerata una forma di musica dotta o salottiera, per iniziati, quasi musica da serie b. Fare musica da camera significa suonare insieme, mentre noi siamo troppo individualisti. Le si dovrebbe dare importanza, perché è condivisione, ma senza competizione, senza l’impulso a voler prevaricare. Questo è il suo valore più importante: la coesione.


- Cosa si può dire a chi ritiene la musica classica, parte del passato?

Sarebbe come buttare via il David di Michelangelo perché non voglio vederlo. Essa fa parte delle nostre origini, rinnegare le proprie radici significa essere alberi spiantati; il classico ci sarà sempre. La musica è una disciplina artistica, è una ricchezza.



- Quanto è importante per un musicista il connubio fra padronanza tecnica ed espressione personale?
Il primo rapporto che si ha con la partitura è un rapporto di “noesi”, cioè l’enorme emozione che dà l’opera d’arte immediatamente. Poi bisogna disciplinarsi e vedere ogni sfumatura formale della partitura, perché da una profonda disciplina nasce la libertà che è il superamento dello stadio informativo e formativo. Da un’opera d’arte di grande pesatura non si finisce mai di scoprire nuove sfumature, poiché ogni volta che la riascolti, scopri sempre qualcosa di nuovo. Anche ogni esibizione è una storia a se: la differenza è dettata dal momento, “hic et nunc”, noi non possiamo uscire totalmente da noi stessi, anche se cerchiamo di farlo. Dobbiamo fare i conti con le nostre emozioni interiori, con te stesso di quello che scopri di volta in volta suonando. Suono e spazio sono strettamente connessi, cambiano le sensazioni secondo lo spazio e cambia la realtà in cui sei.


- Quindi la differenza fra un artista e un abilissimo esecutore è anche quella di mettere in gioco se stessi?
Un abile esecutore è rispettabilissimo, perché magari studia ventiquattro ore il giorno, però finalizza il tutto alla meccanica dello strumento. Magari un violinista meno perfetto tecnicamente ha lavorato di più sul fatto che la tecnica non è mai un fine, ma un mezzo di espressione. La tecnica non deve mai essere fine a se stessa.



- Che cosa si può augurare a un giovane artista che vuole fare della musica il proprio mestiere ora come ora in Italia?
Tanta fortuna! Le possibilità sono davvero poche, anche all’estero. Auguriamoci che le cose cambino, che ci sia un nuovo rinascimento, c’è la necessità di un recupero dell’anima e della nostra interiorità.


2013.04.07 Masi intervista



Duo Ghidoni-Carpani per Mirandola Classica

(articolo di Margherita Bergamaschi, fotografia di Sara Luppi)

Domenica 24 marzo, Villa Tagliata a Mirandola
Mirandola Classica: concerto del duo Ghidoni-Carpani

Alla penna si riserva sempre il compito più astioso, cercare di tradurre un linguaggio in un altro. Ma in realtà, per parlare di musica, bisognerebbe creare altra musica: la musica sulla carta rimane esile inchiostro, riesce a prendere vita solo attraverso abili esecutori, tesorieri del vero messaggio. L’incontro di Domenica 24 Marzo si è rivelato un’altra perla da aggiungere allo scrigno di Mirandola Classica.

Una sintonia a quattro mani, quella del violinista Paolo Ghidoni e del pianista Lucio Carpani, che ha permesso agli ascoltatori di attingere ad un repertorio romantico e sentito, incorniciato dal viaggio intorno ad uno dei più grandi violinisti di tutti i tempi, ricordato per il suo suono dolce ed espressivo: Fritz Kreisler.

È incredibile come spesso ricerchiamo il piacere nelle complicatezze, nella pluralità delle voci, nel subbuglio. Basterebbe ricercare l’essenziale, soprattutto in questo mondo particolare.

Lo stesso Grieg fuggiva sempre le forme sontuose, privilegiando lo stile fresco ed essenziale, nel quale rievocava le atmosfere del mondo nordico, come nella sonata no.3, preceduta da un dolcissimo Smetana, con il pezzo “dalla mia Patria” che lascia poco spazio ai risentimenti per essere usciti nel bel mezzo di un pomeriggio uggioso.

La brillantezza e la gioiosità delle composizioni di Kreisler ricordano l’importanza dell’ascolto che si deve elevare sopra a qualsiasi discorso sulla musica, non è un caso che egli lavorò per anni nel cinema muto.

I compositori come Kreisler ci insegnano, nonostante le plurime difficoltà della vita, a prendere in mano le fila del nostro destino, sconfiggendo le sfortune.

“Le persone stanno diventando sorde perché la musica viene suonata più forte e sempre più forte, ma poiché stanno diventando sordi, la musica deve essere suonata ancora più forte.”

2013.03.24 Foto Mirandola Classica 24 marzo ridotta






Il tempio dell'arte è nella mente del curioso

(articolo di Margherita Bergamaschi)

Il tempio dell'arte è nella mente del curioso

Spesso, soffermandosi a pensare a ciò che ha colpito e travolto Mirandola, non possiamo non pensare all’antitesi di distruzione: creazione. L’una non esclude l’altra: sono facce della stessa medaglia, o per meglio dire sono i diesis sul nostro pentagramma.

Mai si potrà musicalmente creare senza pensare a uno stravolgimento dei registri, così mai si potrà nascere senza che in prospettiva vi sia la morte.

Il Teatro Nuovo, il Castello dei Pico, tutti luoghi di suggestione nei quali Musica e Storia creavano un perfetto connubio. Ma il corso del tempo ha voluto diversamente: una storia che conosciamo perfettamente e che non finiamo mai di rivivere.

Tuttavia non solo la quotidianità, ma anche l’arte ha vinto l’indifferenza trovando un proprio spazio, insegnandoci che è il nutrimento dell’anima che completa l’uomo.

Da qui il passo è breve: serve un re inquadramento del necessario.

L’atmosfera magica del teatro, con i suoi accenti ottocenteschi e il rosso carminio dominante riportavano a un mondo perfetto, ma mai esistito.

William Shakespeare metteva in scena le sue commedie in teatri di fortuna, in grandi spazi aperti, gli attori non indossavano nemmeno i costumi di scena. Essi apparivano come persone normali, facilmente confondibili con il pubblico, non fosse stato per un piccolo soppalco che divideva i due.

La forza di questo teatro immortale si celava proprio in questo: la rappresentazione vincente è quella di chi permette al pubblico di poter immaginare. Il tempio dell’arte è nella mente del curioso.

Niente sfarzi e ampollosità, ciò che serve è un bravo artista, messo nelle condizioni di poter mostrare il proprio talento.

Così è stato: abbiamo capito che basta una piccola sala e qualche sedia per poter fare Musica. Nelle difficoltà nasce l’opportunità, gli Amici della Musica di Mirandola l’hanno colta, e continueranno a sfruttarla per tutto il tempo che sarà necessario.


Concerto per le Donne, 6 marzo 2013

(articolo di Matteo Silvestri, fotografia di Sara Luppi)

Mercoledì 6 marzo 2013, Villa Tagliata a Mirandola
Concerto per la festa delle donne

L'associazione amici della musica di Mirandola, ha ripreso le iniziative concertistiche, mercoledì 6 marzo, anticipando la festa della donna con un concerto lirico. A dominare nella sala grande di Villa Tagliata, mentre fuori una leggera foschia e una debole pioggia imperversa, anche se non ferma la frequenza del pubblico che si presente numeroso, sono le emozioni. Infatti, in questa particolare occasione, sono tre donne a dominare la serata: i soprani Cristina Barbieri, Elisabeth Herberg da San Francisco e il mezzosoprano Elena Serra, al pianoforte ad accompagnarle sarà il maestro Luca Saltini. L'evento è presentato da Daniele Rubboli che ricorda la valenza dell'importanza di questa festa e annuncia l'ospite d'onore: il tenore Marco Verri, interprete di oltre quaranta ruoli operistici in Italia e all'estero, che nel 2006 gli è stata diagnosticata la terribile malattia della sclerosi multipla, tuttavia, da allora, pervaso dalla passione del canto, è riuscito ad affrontare gli impegni più importanti, a gennaio è uscito il suo libro: "Sintomi di felicità". Ogni brano presentato nella serata parla di donne, ad aprire è la casalinga Berta del Barbiere di Siviglia, poi si passerà al Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi, storia di una donna sfortunata, l'Ave Maria di Donizetti, il Bacio di Luigi Arditi, Otello di Verdi, fino ad arrivare a Puccini con Madama Butterfly, il trovatore di Giuseppe Verdi e Over the raimbow. Molti di questi brani hanno in comune l'allegria, la felicita, la commozione e la dolcezza, che, del resto, sono tutte virtù intrinseca nell'animo delle donne.
La serata si conclude, e vengono donate mimose a tutte le donne presenti, e il messaggio con cui tutti si danno la buonanotte è forte, pieno di speranza: a ogni imprevisto, malattia, catastrofe, qualsiasi cosa possa succedere, la musica non si spegnerà mai.



2013.03.06 foto di gruppo artisti concerto delle donne

Apertura Mirandola Classica 2013, recensione Duo Santini-Cavalli

 (articolo di Margherita Bergamaschi, fotografie di Sara Malavasi)


Villa Tagliata, 27 gennaio 2013, Apertura di stagione Mirandola Classica quarta edizione, duo pianistico Santini-Cavalli

Mentre il pallido sole di Gennaio rischiara la Domenica, ma non la riscalda, il fuoco di Schubert infervora e ammalia gli ascoltatori di Villa Tagliata, ancora una volta presenti e rapiti da un mondo parallelo che sconvolge i canoni e rifiuta la quotidianità.

L’essenza della musica che incanta lo spettatore si serve della fantasia, strumento generatore di ciò che di più alto può formare la personalità.

Schubert e Czerny, con le loro fantasie in Fa minore e l’opera 339, seguiti da Rimskij-Korsakov e il suo capriccio spagnolo, per concludere con Mozkowski e Ravel, i quali sconvolgono il registro e ammaliano con le 5 danze e le rapsodie spagnole.

Intermediari fra la quotidianità che evade e il mondo delle melodie sono Manila Santini e Davide Cavalli, i quali attraverso il talento naturale, coltivato con forte determinazione, fanno rivivere gli autori e ne diffondono il messaggio.

Quattro mani perfettamente temperate, in sintonia, che non smettono mai di migliorarsi. La continua ricerca di miglioramento che mantiene vivi. Ludwig Van Beethoven non esitava a dirlo: “non si può mai smettere di studiare, io stesso non ho studiato abbastanza”.

Da qui si comprende il senso della Vera Musica, non solo l’insieme degli schemi predefiniti, futile diletto di una noia borghese, ma la necessità di diffondere una conoscenza profonda, completa, vera.

Rimskij-Korsakov riesce a trasmettere l’esaltazione della perizia e la meticolosità di studio dell’espressione del pianoforte in modo perfetto.

L’appetito per la sperimentazione di Schubert apre la mente dell’appassionato a un nuovo orizzonte, la memoria stupefacente di Czerny consente di ricordare tutto ciò che non lo oltrepassa.

Ma, dopotutto, a cosa serve la padronanza dello strumento se non per scoprire nuovi orizzonti?


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Concerto lirico 13 gennaio, intervista ai protagonisti

(articolo di Matteo Silvestri, fotografia di Sara Luppi)

Domenica 13 gennaio 2013, Villa Tagliata a Mirandola
Storia di cantanti lirici

Protagonista del secondo appuntamento della stagione concertistica dell’associazione culturale amici della musica, è stata la voce. Infatti, in collaborazione con l’arena di Verona si è svolto, domenica 13 gennaio, un concerto lirico, che ha portato, ancora una volta, un’occasione di condividere musica di alta qualità a Mirandola. «Io, la voce, proprio non ce l’ho!» così esordisce il M° Fabio Fapanni, che, durante l’esibizione ha accompagnato al pianoforte i cantanti, «Tutte le chiacchere, lunghe o corte che facciamo, se hanno un senso ce l’hanno nel momento in cui nella parola cantata trovano conferma». Il canto, infatti, non è sicuramente un dono comune a tutti, ma non è il caso del mezzosoprano Alessandra Andreetti: «Ho iniziato a cantare all’età di 15 anni» ci guarda e continua «in verità già alle medie il mio professore di musica mi aveva spronato in questa disciplina, e sicuramente rientra nelle figure importanti della mia carriera oltre alla mia attuale insegnante di canto.» Per il baritono Maurizio Magnini, ex violoncellista la sua carriera ha inizio all’età di 18 anni, quando, quasi per scherzo, fa un esame al conservatorio e trova quella bellezza, il fascino della parola, che lo strumento non riusciva a dargli. Molto più curiosa è la storia del tenore Salvatore Schiano di Cola. «Mi dilettavo a cantare in chiesa, ma suonavo anche in un’orchestra con il bassotuba» racconta la vicenda come se fosse appena accaduta, e ci ricorda in continuazione che è una storia vera. «Ero davvero combattuto, non sapevo se continuare la mia carriera in orchestra o dedicare la mia vita al canto, era il 17 novembre 1995, quando, durante la pausa di una prova a Milano, uscii dall’auditorium ed entrai nella chiesa accanto, chiedendo aiuto a San Gennaro, rientrato nel conservatorio due ragazzi disperati mi vengono incontro e mi dicono che avevano appena rubato due violini, due trombe, e il mio bassotuba, San Gennaro mi aveva mandato un segno, da qual giorno dedicai la mia vita al canto.» Abbiamo anche voluto far ricordare ai cantanti, non solo la fase iniziale della loro carriera, ma anche le voci e le figure che sono state importanti per i loro studi. È iniziata così una lunga lista: Christa Ludwig, Maria Callas, Beniamino Gigli, Pavarotti e ovviamente il tenore Salvatore Schiano di Cola non poteva tradire le sue origini menzionando Enrico Caruso. Inoltre il maestro Fapanni con molta riconoscenza e ammirazione ha voluto citare l’amico e direttore d’orchestra Maurizio Arena. Ricondursi a una grande voce universale sarebbe stato impossibile, infatti, ognuno ha dato il proprio contributo, e con grande umiltà il Maestro afferma «È un continuo passaggio di testimoni, noi siamo solo degli interpreti, se non ci fossero stati personaggi come Rossini, Wagner e Verdi, ora non avremmo in mano queste grandi opere, e di certo non saremmo qui a parlarvi!» Quindi la domanda ci è sorta spontanea, e pieno di speranza chiedo: «Quale sarà il futuro per la Lirica?» Tutti e cinque ci guardano con lo stesso sorriso, di chi ha già in mente la risposta ma non vuole dirla, la prima a parlare è il mezzosoprano Alessandra Andreetti: «Io mi auguro di incontrare ancora giovani come voi, seduti in prima fila, scalda veramente il cuore.» Tutti acconsentono e poi prende la parola il maestro Fapanni «È la prima volta, dopo 36 anni, che vengo intervistato da tre giovani ragazzi, è proprio questo che mi da speranza, la consapevolezza che qualcuno vegli ancora su di voi.»



17.01.2013 Foto di gruppo concerto lirico 13 gennaio

Macbeth per il Liceo Classico G.Pico di Mirandola

 (articolo di Sara Malavasi, fotografie di Sara Luppi)

Verona Teatro Filarmonico, 11 dicembre 2012, Macbeth di G.Verdi

Magia, ambizione, tradimenti e inganni: questo si cela dietro il telo nero che separa gli spettatori dalla travolgente storia shakespeariana. Le luci calano assieme al silenzio sulla sala del teatro, mentre l’attesa è accompagnata dal preludio musicale verdiano. Ed ecco che seguendo un complicato schema di “teatro nel teatro”, tutti il cast entra in scena non curante del pubblico. Ad essere rappresentato non è il Macbeth, ma una prova generale del Macbeth: il coro si sistema sul palco per assistere, come giovani apprendisti, alla realizzazione dell’opera; i cantanti ascoltano i consigli del regista prima di andare in scena; mentre lui sedendosi alla sua scrivania si assicura la buona riuscita dello spettacolo.

Così, avvolti da un’atmosfera pirandelliana, ci si lascia trasportare dalle voci superbe degli interpreti e dall’incalzare tetro della trama: Macbeth, generale dell’esercito scozzese, accecato dalla gelosia per aver udito il fatale responso delle streghe che gli predicono la signoria di Glamis e Caudor, nonché il trono di Scozia; mentre annunciano a Banco, suo amico e collega, che anche se non diventerà re, sarà padre di re; così progetta con la moglie Lady Macbeth di accelerare l’avverarsi della profezia, uccidendo il re e lo stesso Banco assieme ai figli. Nel susseguirsi degli eventi, tra incantesimi e sotterfugi, i due protagonisti dopo aver raggiunto i loro scopi, si ritroveranno davanti ad una situazione difficile da fronteggiare: il popolo in rivolta contro il regime tirannico di Macbeth e la nuova profezia delle streghe, che prevede la fine incombente per il protagonista. La conclusione dell’opera avviene con la morte della coppia, ormai accecata della sete di potere e gloria.
La bellissima interpretazione dei figuranti e la magistrale direzione di Omer Meir Wellber hanno dato l’occasione ai ragazzi dell’Istituto Luosi di Mirandola di vedere una seconda volta una rappresentazione teatrale con la novità della versione lirica di un classico della letteratura inglese. Si ringrazia naturalmente l’associazione “Amici della Musica” di Mirandola, che ha organizzato la trasferta a Verona con il presidente Milton Marelli e il maestro Lucio Carpani.
Come disse il filosofo Nietzsche: “Senza musica la vita sarebbe un errore”... Ovunque si ascolti, qualunque sia la sua provenienza, il suo genere.
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Concerto degli Auguri, intervista ai Musicisti

(articolo di Matteo Silvestri)

Domenica 2 dicembre 2012, Villa Tagliata a Mirandola

Ensemble Mercurio e Daniele Titti: il trionfo della musica da camera


Intervista ai musicisti in onore del concerto degli auguri

L’attività dell’associazione culturale amici della musica ha riaperto la stagione musicale con la formazione cameristica “Ensemble Mercurio” insieme al primo Clarinetto solista dell’orchestra filarmonica Toscanini di Parma Daniele Titti.
Non solo questa formazione ha donato musica di alto livello alla comunità mirandolese, ma come afferma il violinista Antonio Lubiani: «È stato anche occasione di divertimento e comunione, come la musica del resto sa offrire». Con una nota di rammarico, Lubiani, spiega che la musica da camera in Italia è poco diffusa, a differenza di paesi europei come Olanda e Germania: «In verità suoniamo prevalentemente in un’orchestra ed è proprio grazie ad associazioni come quella degli amici della musica, che possiamo portare la musica da camera al pubblico» e con una punta di ironia continua «ci vorrebbe più coraggio, e sopratutto più persone, che, come il presidente Milton Marelli e il M° Lucio Carpani organizzano questi eventi.»
Sorprendente anche la risposta del pubblico, che sopra a ogni aspettativa, ha riempito la sala di Villa Tagliata «Un concerto con molto pubblico è sicuramente più stimolante, ogni musicista reagisce in modo diverso, con paura, tensione o semplicemente con il senso della responsabilità di produrre buona musica» il violinista fa una piccola pausa, annuisce, ci guarda e continua «il pubblico è fondamentale, ho partecipato a concerti bellissimi e perfetti, ma se le persone sono fredde, distaccate e non si lasciano prendere dalla musica non c’è niente da fare, la qualità della musica non può che risentirne» alle parole di Lubiani il presidente Milton Marelli annuisce, e conferma che ad ogni pausa il pubblico rimaneva sospeso, rapito dalla bellezza della musica.
Si parla ancora di pubblico, e la domanda sorge spontanea: si preferisce un ascoltatore critico o ignorante? «Il potere della musica è proprio questo!» è ancora Antonio, entusiasta, a prendere la parola «Poco importa se non hai mai studiato Mozart o Beethoven, qualsiasi persona riesce a capire se un concerto è bello oppure no, anzi, a volte le introduzioni che si fanno prima di suonare, se troppo lunghe, possono distrarre e confondere lo spettatore». Anche se, ormai, con internet l’informazione corre veloce, e verificare la vita di un autore o la storia di un’opera è estremamente facile.
La scelta di inserire nella scaletta Verdi con Mozart non è casuale, il musicista parmense portava sempre con sé un libro con partiture di Beethoven e studiava componimenti classici, quindi Mozart, dal quale, poi deriverà la sua scrittura.
Alla fine è proprio Daniele Titti a concludere: «questo concerto voleva essere anche una sorta di ringraziamento, a questo paese, Mirandola, che ci aveva ospitato prima del catastrofico evento, e ora siamo tornati molto volentieri, con sempre lo stesso obiettivo: portare musica a tutti.»


Concerto degli Auguri, 2 dicembre 2012

(articolo di Margherita Bergamaschi, fotografie di Sara Luppi)

2 dicembre 2012. Villa Tagliata

Concerto degli Auguri.


Niente di più diretto per poter riavviare la stagione concertistica che ha caratterizzato tutti gli anni precedenti.

Un semplice augurio di buone feste che in realtà ne cela uno più alto e importante: la speranza.
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Nel lungo cammino verso la riconquista della normalità anche la musica, come musa ispiratrice, riconquista il posto d’onore nei cuori dei suoi amanti.

Questo primo incontro degli Amici della Musica ha lasciato il segno, sbalordendo persino gli organizzatori. Appena aperto l’uscio d’entrata di Villa Tagliata ecco apparire una sala in agitazione, in attesa, gremita di amatori.

I minuti che precedono l’inizio dell’esecuzione dei brani sono frizzanti, riempiti da un continuo dimandarsi su come si evolverà la serata.

Un inizio pacato, tranquillo, quello dell’andantino di Giuseppe Verdi, nulla di più opportuno. Una musica calma, che sembra risorgere dalle macerie ed elevarsi.

Ed ecco che finalmente le note scorrono energiche e decise fra gli archi e le dita dei componenti dell’Ensemble Mercurio nell’esecuzione di Eine Kleine Nachtmusik.

Mozart è il protagonista indiscusso, i suoi abili esecutori, Daniele Titti al clarinetto e il quintetto d’archi ammaliano il pubblico con l’opera 581 dell’eccentrico compositore.

Una serata intima ma energica, che non ha fatto altro che superare le aspettative. Milton Marelli, presidente dell’associazione, durante l’intervista ai musicisti ha affermato: “il pubblico di stasera era carico di ammirazione per la vostra musica. Assisto a concerti da molti anni e so riconoscere quando l’aria di una stanza rimane sospesa perché il pubblico assiste rapito.”

Un caloroso grazie, dunque, a tutti coloro che hanno preso parte a questo prestigioso salotto musicale, segnato da musica di alto livello. Nella speranza di poter rivivere, con le prossime date, la gioia dello stare insieme sotto il segno della musica.704567 512014818822211 1252840551 o

 



Stagione al Teatro Filarmonico di Verona 2017-2018

Partenze e prenotazioni:
Mirandola (partenza da piazzale Costa via Agnini alle 13.30) - prenotazioni in sede (vedi sotto)
San Felice (partenza sempre da Mirandola) - prenotazioni in sede a Mirandola (vedi sotto)
San Prospero (partenza sempre da Mirandola) - prenotazioni tel.059.908825 (Cristina Stefanini)
Finale Emilia - prenotazioni e informazioni cell.3452202523 (Caterina Covezzi)
Ostiglia - prenotazioni e informazioni tel.0386.32139 (Lino Pozzetti)

Ufficio dell'Associazione in via Castelfidardo 40 a Mirandola (MO)
aperto tutti i venerdì e sabato dalle ore 10:00 alle ore 12:00
oppure telefonare al numero 3391899383 (cell.presidente) o 3278109081 (in orari d'ufficio)
Per qualsiasi informazione scrivici:
info@amicidellamusicamirandola.it


Sabato 23 dicembre 2017
LA VEDOVA ALLEGRA
di Franz Lehar

Domenica 11 febbraio 2018
OTELLO
di Giuseppe Verdi

Domenica 11 marzo 2018
MANON LESCAUT
diGiacomo Puccini

Domenica 8 aprile 2018
LE NOZZE DI FIGARO
di Wolfgang Amadeus Mozart

Domenica 6 maggio 2018 
ANNA BOLENA
di Gaetano Donizetti

Domenica 27 maggio 2018
SALOME
di Richard Strauss

Musica classica per i ragazzi dei Licei di Mirandola

(articolo di Margherita Bergamaschi, fotografie di Sara Luppi)

Sabato 29 Settembre 2012, Teatro di Poggio Rusco, Trio op.99 di Schubert

Sabato 6 Ottobre 2012, Teatro Comunale di Bologna, "Cavalleria Rusticana" di Mascagni e "I Pagliacci" di Leoncavallo

L'iniziativa ha coinvolto gli studenti del Liceo classico G.Pico e del Liceo scientifico G.Galilei di Mirandola


Un piccolo teatro, Schubert, e la pioggia.

La combinazione perfetta per aprire il cuore di qualsiasi ascoltatore e amante della classica: basta un quartetto che esegua musica da camera per raggiungere la pace dei sensi, almeno finché la magia della musica non si spegne con la conclusione del concerto.

Ma se non fosse sempre sufficiente?

La musica viene costantemente messa alla prova da un pubblico sempre più vario e dinamico, ed è giusto che sia così. Il bisogno di rinnovamento è una tematica costantemente tenuta sott’occhio da tutti coloro che temono che “la musica classica, al giorno d’oggi, possa morire”.

La verità è che essa è molto più viva di noi.

A noi spetta solo il compito di ammansirla, di placare la sua potenza, di controllare la sua energia. È l’unico genere che riesca a prenderci per mano e accompagnarci in un cammino che spazia dalla gioia, la calma, il calore, per giungere al dolore, allo struggimento, alla follia. O peggio ancora, all’amore.

L’inventiva geniale di alcuni suoi autori ha portato questo genere a toccare la perfezione, ma anche alla follia degli stessi. L’unica follia nella quale possiamo cadere oggi sarebbe quella di non sentirci coinvolti da questo genere, di non sentire il bisogno di prenderlo a cuore.

Ne è ben consapevole l’Associazione Culturale “Amici della Musica” di Mirandola con il suo presidente Milton Marelli, che da anni si attiva per sensibilizzare gli animi ancora estranei a questo universo. Occorre svegliare un antico sentimento, quasi primordiale: la curiosità. Grazie ad essa il teatro e tutti i suoi artefici diventano la chiave per un mondo parallelo, che riesce a ravvivare in noi i sensi e le emozioni, ma che riesce anche ad elevarci a qualcosa di più grande ed indecifrabile.

La possibilità offerta dall’associazione a noi ragazzi di poter assistere a un concerto e a due opere liriche, ha permesso a tutti coloro che vedevano la classica come un genere superato e ammuffito di potersi ricredere in modo radicale.

Attraverso le parole del Maestro Lucio Carpani, anche lui molto giovane, il linguaggio dell’opera, ritenuto indecifrabile, ha pian piano preso forma fino a diventare espressione di un racconto capace di avvincere ed emozionare.

Incatenare il mondo della musica classica a una élite di persone sarebbe altamente egoistico e degradante. Attraverso la saggia guida di mani esperte, invece, deve diventare tesoro incommensurabile delle generazioni più giovani, che con freschezza ed energia possono incentivarlo, apprezzarlo e consumarlo in ogni sua fibra.

Per questo, un grazie di cuore all’associazione da parte di tutti noi.

Un consiglio? Non pensare mai che la musica possa smettere di cambiare la vita.


 


Alcune foto del concerto a Bologna:

Pagliacci bologna
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I 'classici' giovani, una rubrica sull'Indicatore Mirandolese

Giovani ascoltatori di musica classica frequentano le nostre sale da concerto, partecipano agli eventi musicali, conoscono e intervistano i musicisti che di volta in volta si esibiscono e infine scrivono recensioni su ciò che hanno sentito: questa è l’idea che sta alla base della nostra nuova rubrica. Avere un pubblico giovane, preparato all’ascolto di musica di valore, abituato ad andare a teatro e capace di cogliere ed apprezzare la magia di un pianoforte, di un mezzosoprano o di un quartetto d’archi, tutto ciò è segno di grandissimo progresso civile e culturale. Per questo la nostra Associazione Culturale “Amici della Musica” di Mirandola si sta appassionando nel cercare di coinvolgere i ragazzi su vari fronti. La musica classica e lirica ha bisogno di cuori e menti giovani che la accolgono e sappiano dare nuovo spirito e valore al suo messaggio; d’altra parte come è possibile pensare che brani di un compositore come F. Schubert, il quale è morto a 31 anni e soltanto a 20 aveva già composto oltre 500 lieder, possano essere prerogativa di un pubblico anziano? Diamo dunque spazio a questi “classici” giovani: è un appuntamento fisso per leggere come vivono i magici momenti che animano una sala da concerto e quali emozioni provano, nella speranza di un loro (e non solo) sempre più grande coinvolgimento e nella piena convinzione che coltivare amore per la musica classica significhi coltivare una società migliore.


Il valore di un'associazione


Un piccolo pensiero sul discorso di Muti a Mirandola


(Articolo a cura di Margherita Bergamaschi)


"O t’ispiri il Signore un concento che ne infonda al patire virtù!" Le parole del Nabucco, incise nel marmo del tempo, risultano perfettamente calzanti, se si ripensa all'evento che ha visto protagonista Riccardo Muti a Mirandola. Un concerto in piazza Costituente che mette in netto contrasto la musica con il paesaggio spettrale dei luoghi vittime del terremoto, soggetti alla potenza distruttrice della natura, ma anche a quella creatrice  e rigeneratrice. Un po' come la musica. Il palco è come uno scrigno che si schiude in un baule segnato dalla crudeltà del tempo. La musica, sempre lei, protagonista a volte chiara, a volte silenziosa delle nostre esistenze, ma pur sempre protagonista. Le parole del Maestro, a Villa Tagliata, risuonano chiare, tuonanti e infinite e tutto il pubblico lo acclama. Parole sul valore della cultura, su come possa essere àncora di salvezza nei momenti di profonda crisi. È cosa nota che una verità certa, ma accantonata nel fondo della coscienza, se sbattuta e ravvivata dalla polvere che la copriva risuona innovativa all'orecchio di chi aveva dimenticato di possederla. Lo stesso vale per una stella cometa, che è tanto amata dagli spettatori della terra, i quali si dimenticano ch'ella giace sul blu intenso del cielo. Le associazioni culturali sono quel cielo. Che senso avrebbe una cometa senza la volta celeste che la illumina? Nessuno. Il territorio necessita di una guida sempre presente, lungimirante nel portare avanti la priorità della cultura, soprattutto costante. L'Associazione degli Amici della Musica non scuote il senso dell'appartenenza alla cultura, lo decanta. Vuole che i suoi cari pensino ad essa e alla sua missione continuamente, come proprio compito e speranza. Ringraziamo con tutto il cuore il Maestro, il quale ci ha donato una serata speciale, ma soprattutto spunti molto importanti che confortano e riconfermano l'operato dell'Associazione. Rivogliamo l'alba della cultura, e la riavremo. “O mia Patria, sì bella e perduta! O membranza sì cara e fatal!”.


Grande successo per la Sinfonia sulla Divina Commedia di F.Liszt

Venerdì 27 gennaio 2012

Il progetto sulla Divina Commedia in musica con la rappresentazione della suggestiva Sinfonia sulla Divina Commedia del compositore ungherese F.Liszt, realizzato nella giornata di venerdì 27 gennaio in Teatro Nuovo a Mirandola, ha suscitato un notevole successo nell'arco delle due rappresentazioni: quella mattutina aperta a più di 400 studenti degli istituti scolastici Luosi e Galilei di Mirandola, quella serale aperta a tutto il pubblico. Mirandola sinfonia low-5

La coinvolgente esecuzione ai due pianoforti dei M°Lucio Carpani e Luca Saltini, accompagnata dalla recitazione dei versi danteschi a cui la musica è ispirata (voci recitanti: Augusto Gatti e Giovanna Rizzolo del Gruppo Teatrale "La Zattera"), dal bellissimo video realizzato da Daniela Di Corleto sulla base di più di 50 tavole di Gustave Dorè e dalle voci provenienti dall'alto del coro da camera "Gamma Chorus" e coro di voci bianche "Aurora" (cori della Fondazione Scuola di Musica C. G. Andreoli di Mirandola) diretti da Luca Buzzavi, è stata il degno epilogo di un progetto impegnativo che è nato specialmente per le scuole, i cui studenti sono stati preparati all'ascolto dell'opera musicale nei giorni precedenti al concerto dal M°Lucio Carpani durante alcuni incontri introduttivi.

L'Associazione Culturale "Amici della Musica" di Mirandola ringrazia per l'iniziativa la Città di Mirandola (in particolare nella figura dell'assessore M.Lara Cavicchioli) e la Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola per il preziosissimo sostegno.

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