Concerto lirico 13 gennaio, intervista ai protagonisti

(articolo di Matteo Silvestri, fotografia di Sara Luppi)

Domenica 13 gennaio 2013, Villa Tagliata a Mirandola
Storia di cantanti lirici

Protagonista del secondo appuntamento della stagione concertistica dell’associazione culturale amici della musica, è stata la voce. Infatti, in collaborazione con l’arena di Verona si è svolto, domenica 13 gennaio, un concerto lirico, che ha portato, ancora una volta, un’occasione di condividere musica di alta qualità a Mirandola. «Io, la voce, proprio non ce l’ho!» così esordisce il M° Fabio Fapanni, che, durante l’esibizione ha accompagnato al pianoforte i cantanti, «Tutte le chiacchere, lunghe o corte che facciamo, se hanno un senso ce l’hanno nel momento in cui nella parola cantata trovano conferma». Il canto, infatti, non è sicuramente un dono comune a tutti, ma non è il caso del mezzosoprano Alessandra Andreetti: «Ho iniziato a cantare all’età di 15 anni» ci guarda e continua «in verità già alle medie il mio professore di musica mi aveva spronato in questa disciplina, e sicuramente rientra nelle figure importanti della mia carriera oltre alla mia attuale insegnante di canto.» Per il baritono Maurizio Magnini, ex violoncellista la sua carriera ha inizio all’età di 18 anni, quando, quasi per scherzo, fa un esame al conservatorio e trova quella bellezza, il fascino della parola, che lo strumento non riusciva a dargli. Molto più curiosa è la storia del tenore Salvatore Schiano di Cola. «Mi dilettavo a cantare in chiesa, ma suonavo anche in un’orchestra con il bassotuba» racconta la vicenda come se fosse appena accaduta, e ci ricorda in continuazione che è una storia vera. «Ero davvero combattuto, non sapevo se continuare la mia carriera in orchestra o dedicare la mia vita al canto, era il 17 novembre 1995, quando, durante la pausa di una prova a Milano, uscii dall’auditorium ed entrai nella chiesa accanto, chiedendo aiuto a San Gennaro, rientrato nel conservatorio due ragazzi disperati mi vengono incontro e mi dicono che avevano appena rubato due violini, due trombe, e il mio bassotuba, San Gennaro mi aveva mandato un segno, da qual giorno dedicai la mia vita al canto.» Abbiamo anche voluto far ricordare ai cantanti, non solo la fase iniziale della loro carriera, ma anche le voci e le figure che sono state importanti per i loro studi. È iniziata così una lunga lista: Christa Ludwig, Maria Callas, Beniamino Gigli, Pavarotti e ovviamente il tenore Salvatore Schiano di Cola non poteva tradire le sue origini menzionando Enrico Caruso. Inoltre il maestro Fapanni con molta riconoscenza e ammirazione ha voluto citare l’amico e direttore d’orchestra Maurizio Arena. Ricondursi a una grande voce universale sarebbe stato impossibile, infatti, ognuno ha dato il proprio contributo, e con grande umiltà il Maestro afferma «È un continuo passaggio di testimoni, noi siamo solo degli interpreti, se non ci fossero stati personaggi come Rossini, Wagner e Verdi, ora non avremmo in mano queste grandi opere, e di certo non saremmo qui a parlarvi!» Quindi la domanda ci è sorta spontanea, e pieno di speranza chiedo: «Quale sarà il futuro per la Lirica?» Tutti e cinque ci guardano con lo stesso sorriso, di chi ha già in mente la risposta ma non vuole dirla, la prima a parlare è il mezzosoprano Alessandra Andreetti: «Io mi auguro di incontrare ancora giovani come voi, seduti in prima fila, scalda veramente il cuore.» Tutti acconsentono e poi prende la parola il maestro Fapanni «È la prima volta, dopo 36 anni, che vengo intervistato da tre giovani ragazzi, è proprio questo che mi da speranza, la consapevolezza che qualcuno vegli ancora su di voi.»



17.01.2013 Foto di gruppo concerto lirico 13 gennaio

Macbeth per il Liceo Classico G.Pico di Mirandola

 (articolo di Sara Malavasi, fotografie di Sara Luppi)

Verona Teatro Filarmonico, 11 dicembre 2012, Macbeth di G.Verdi

Magia, ambizione, tradimenti e inganni: questo si cela dietro il telo nero che separa gli spettatori dalla travolgente storia shakespeariana. Le luci calano assieme al silenzio sulla sala del teatro, mentre l’attesa è accompagnata dal preludio musicale verdiano. Ed ecco che seguendo un complicato schema di “teatro nel teatro”, tutti il cast entra in scena non curante del pubblico. Ad essere rappresentato non è il Macbeth, ma una prova generale del Macbeth: il coro si sistema sul palco per assistere, come giovani apprendisti, alla realizzazione dell’opera; i cantanti ascoltano i consigli del regista prima di andare in scena; mentre lui sedendosi alla sua scrivania si assicura la buona riuscita dello spettacolo.

Così, avvolti da un’atmosfera pirandelliana, ci si lascia trasportare dalle voci superbe degli interpreti e dall’incalzare tetro della trama: Macbeth, generale dell’esercito scozzese, accecato dalla gelosia per aver udito il fatale responso delle streghe che gli predicono la signoria di Glamis e Caudor, nonché il trono di Scozia; mentre annunciano a Banco, suo amico e collega, che anche se non diventerà re, sarà padre di re; così progetta con la moglie Lady Macbeth di accelerare l’avverarsi della profezia, uccidendo il re e lo stesso Banco assieme ai figli. Nel susseguirsi degli eventi, tra incantesimi e sotterfugi, i due protagonisti dopo aver raggiunto i loro scopi, si ritroveranno davanti ad una situazione difficile da fronteggiare: il popolo in rivolta contro il regime tirannico di Macbeth e la nuova profezia delle streghe, che prevede la fine incombente per il protagonista. La conclusione dell’opera avviene con la morte della coppia, ormai accecata della sete di potere e gloria.
La bellissima interpretazione dei figuranti e la magistrale direzione di Omer Meir Wellber hanno dato l’occasione ai ragazzi dell’Istituto Luosi di Mirandola di vedere una seconda volta una rappresentazione teatrale con la novità della versione lirica di un classico della letteratura inglese. Si ringrazia naturalmente l’associazione “Amici della Musica” di Mirandola, che ha organizzato la trasferta a Verona con il presidente Milton Marelli e il maestro Lucio Carpani.
Come disse il filosofo Nietzsche: “Senza musica la vita sarebbe un errore”... Ovunque si ascolti, qualunque sia la sua provenienza, il suo genere.
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Concerto degli Auguri, intervista ai Musicisti

(articolo di Matteo Silvestri)

Domenica 2 dicembre 2012, Villa Tagliata a Mirandola

Ensemble Mercurio e Daniele Titti: il trionfo della musica da camera


Intervista ai musicisti in onore del concerto degli auguri

L’attività dell’associazione culturale amici della musica ha riaperto la stagione musicale con la formazione cameristica “Ensemble Mercurio” insieme al primo Clarinetto solista dell’orchestra filarmonica Toscanini di Parma Daniele Titti.
Non solo questa formazione ha donato musica di alto livello alla comunità mirandolese, ma come afferma il violinista Antonio Lubiani: «È stato anche occasione di divertimento e comunione, come la musica del resto sa offrire». Con una nota di rammarico, Lubiani, spiega che la musica da camera in Italia è poco diffusa, a differenza di paesi europei come Olanda e Germania: «In verità suoniamo prevalentemente in un’orchestra ed è proprio grazie ad associazioni come quella degli amici della musica, che possiamo portare la musica da camera al pubblico» e con una punta di ironia continua «ci vorrebbe più coraggio, e sopratutto più persone, che, come il presidente Milton Marelli e il M° Lucio Carpani organizzano questi eventi.»
Sorprendente anche la risposta del pubblico, che sopra a ogni aspettativa, ha riempito la sala di Villa Tagliata «Un concerto con molto pubblico è sicuramente più stimolante, ogni musicista reagisce in modo diverso, con paura, tensione o semplicemente con il senso della responsabilità di produrre buona musica» il violinista fa una piccola pausa, annuisce, ci guarda e continua «il pubblico è fondamentale, ho partecipato a concerti bellissimi e perfetti, ma se le persone sono fredde, distaccate e non si lasciano prendere dalla musica non c’è niente da fare, la qualità della musica non può che risentirne» alle parole di Lubiani il presidente Milton Marelli annuisce, e conferma che ad ogni pausa il pubblico rimaneva sospeso, rapito dalla bellezza della musica.
Si parla ancora di pubblico, e la domanda sorge spontanea: si preferisce un ascoltatore critico o ignorante? «Il potere della musica è proprio questo!» è ancora Antonio, entusiasta, a prendere la parola «Poco importa se non hai mai studiato Mozart o Beethoven, qualsiasi persona riesce a capire se un concerto è bello oppure no, anzi, a volte le introduzioni che si fanno prima di suonare, se troppo lunghe, possono distrarre e confondere lo spettatore». Anche se, ormai, con internet l’informazione corre veloce, e verificare la vita di un autore o la storia di un’opera è estremamente facile.
La scelta di inserire nella scaletta Verdi con Mozart non è casuale, il musicista parmense portava sempre con sé un libro con partiture di Beethoven e studiava componimenti classici, quindi Mozart, dal quale, poi deriverà la sua scrittura.
Alla fine è proprio Daniele Titti a concludere: «questo concerto voleva essere anche una sorta di ringraziamento, a questo paese, Mirandola, che ci aveva ospitato prima del catastrofico evento, e ora siamo tornati molto volentieri, con sempre lo stesso obiettivo: portare musica a tutti.»


Concerto degli Auguri, 2 dicembre 2012

(articolo di Margherita Bergamaschi, fotografie di Sara Luppi)

2 dicembre 2012. Villa Tagliata

Concerto degli Auguri.


Niente di più diretto per poter riavviare la stagione concertistica che ha caratterizzato tutti gli anni precedenti.

Un semplice augurio di buone feste che in realtà ne cela uno più alto e importante: la speranza.
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Nel lungo cammino verso la riconquista della normalità anche la musica, come musa ispiratrice, riconquista il posto d’onore nei cuori dei suoi amanti.

Questo primo incontro degli Amici della Musica ha lasciato il segno, sbalordendo persino gli organizzatori. Appena aperto l’uscio d’entrata di Villa Tagliata ecco apparire una sala in agitazione, in attesa, gremita di amatori.

I minuti che precedono l’inizio dell’esecuzione dei brani sono frizzanti, riempiti da un continuo dimandarsi su come si evolverà la serata.

Un inizio pacato, tranquillo, quello dell’andantino di Giuseppe Verdi, nulla di più opportuno. Una musica calma, che sembra risorgere dalle macerie ed elevarsi.

Ed ecco che finalmente le note scorrono energiche e decise fra gli archi e le dita dei componenti dell’Ensemble Mercurio nell’esecuzione di Eine Kleine Nachtmusik.

Mozart è il protagonista indiscusso, i suoi abili esecutori, Daniele Titti al clarinetto e il quintetto d’archi ammaliano il pubblico con l’opera 581 dell’eccentrico compositore.

Una serata intima ma energica, che non ha fatto altro che superare le aspettative. Milton Marelli, presidente dell’associazione, durante l’intervista ai musicisti ha affermato: “il pubblico di stasera era carico di ammirazione per la vostra musica. Assisto a concerti da molti anni e so riconoscere quando l’aria di una stanza rimane sospesa perché il pubblico assiste rapito.”

Un caloroso grazie, dunque, a tutti coloro che hanno preso parte a questo prestigioso salotto musicale, segnato da musica di alto livello. Nella speranza di poter rivivere, con le prossime date, la gioia dello stare insieme sotto il segno della musica.704567 512014818822211 1252840551 o

 



Musica classica per i ragazzi dei Licei di Mirandola

(articolo di Margherita Bergamaschi, fotografie di Sara Luppi)

Sabato 29 Settembre 2012, Teatro di Poggio Rusco, Trio op.99 di Schubert

Sabato 6 Ottobre 2012, Teatro Comunale di Bologna, "Cavalleria Rusticana" di Mascagni e "I Pagliacci" di Leoncavallo

L'iniziativa ha coinvolto gli studenti del Liceo classico G.Pico e del Liceo scientifico G.Galilei di Mirandola


Un piccolo teatro, Schubert, e la pioggia.

La combinazione perfetta per aprire il cuore di qualsiasi ascoltatore e amante della classica: basta un quartetto che esegua musica da camera per raggiungere la pace dei sensi, almeno finché la magia della musica non si spegne con la conclusione del concerto.

Ma se non fosse sempre sufficiente?

La musica viene costantemente messa alla prova da un pubblico sempre più vario e dinamico, ed è giusto che sia così. Il bisogno di rinnovamento è una tematica costantemente tenuta sott’occhio da tutti coloro che temono che “la musica classica, al giorno d’oggi, possa morire”.

La verità è che essa è molto più viva di noi.

A noi spetta solo il compito di ammansirla, di placare la sua potenza, di controllare la sua energia. È l’unico genere che riesca a prenderci per mano e accompagnarci in un cammino che spazia dalla gioia, la calma, il calore, per giungere al dolore, allo struggimento, alla follia. O peggio ancora, all’amore.

L’inventiva geniale di alcuni suoi autori ha portato questo genere a toccare la perfezione, ma anche alla follia degli stessi. L’unica follia nella quale possiamo cadere oggi sarebbe quella di non sentirci coinvolti da questo genere, di non sentire il bisogno di prenderlo a cuore.

Ne è ben consapevole l’Associazione Culturale “Amici della Musica” di Mirandola con il suo presidente Milton Marelli, che da anni si attiva per sensibilizzare gli animi ancora estranei a questo universo. Occorre svegliare un antico sentimento, quasi primordiale: la curiosità. Grazie ad essa il teatro e tutti i suoi artefici diventano la chiave per un mondo parallelo, che riesce a ravvivare in noi i sensi e le emozioni, ma che riesce anche ad elevarci a qualcosa di più grande ed indecifrabile.

La possibilità offerta dall’associazione a noi ragazzi di poter assistere a un concerto e a due opere liriche, ha permesso a tutti coloro che vedevano la classica come un genere superato e ammuffito di potersi ricredere in modo radicale.

Attraverso le parole del Maestro Lucio Carpani, anche lui molto giovane, il linguaggio dell’opera, ritenuto indecifrabile, ha pian piano preso forma fino a diventare espressione di un racconto capace di avvincere ed emozionare.

Incatenare il mondo della musica classica a una élite di persone sarebbe altamente egoistico e degradante. Attraverso la saggia guida di mani esperte, invece, deve diventare tesoro incommensurabile delle generazioni più giovani, che con freschezza ed energia possono incentivarlo, apprezzarlo e consumarlo in ogni sua fibra.

Per questo, un grazie di cuore all’associazione da parte di tutti noi.

Un consiglio? Non pensare mai che la musica possa smettere di cambiare la vita.


 


Alcune foto del concerto a Bologna:

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I 'classici' giovani, una rubrica sull'Indicatore Mirandolese

Giovani ascoltatori di musica classica frequentano le nostre sale da concerto, partecipano agli eventi musicali, conoscono e intervistano i musicisti che di volta in volta si esibiscono e infine scrivono recensioni su ciò che hanno sentito: questa è l’idea che sta alla base della nostra nuova rubrica. Avere un pubblico giovane, preparato all’ascolto di musica di valore, abituato ad andare a teatro e capace di cogliere ed apprezzare la magia di un pianoforte, di un mezzosoprano o di un quartetto d’archi, tutto ciò è segno di grandissimo progresso civile e culturale. Per questo la nostra Associazione Culturale “Amici della Musica” di Mirandola si sta appassionando nel cercare di coinvolgere i ragazzi su vari fronti. La musica classica e lirica ha bisogno di cuori e menti giovani che la accolgono e sappiano dare nuovo spirito e valore al suo messaggio; d’altra parte come è possibile pensare che brani di un compositore come F. Schubert, il quale è morto a 31 anni e soltanto a 20 aveva già composto oltre 500 lieder, possano essere prerogativa di un pubblico anziano? Diamo dunque spazio a questi “classici” giovani: è un appuntamento fisso per leggere come vivono i magici momenti che animano una sala da concerto e quali emozioni provano, nella speranza di un loro (e non solo) sempre più grande coinvolgimento e nella piena convinzione che coltivare amore per la musica classica significhi coltivare una società migliore.


Il valore di un'associazione


Un piccolo pensiero sul discorso di Muti a Mirandola


(Articolo a cura di Margherita Bergamaschi)


"O t’ispiri il Signore un concento che ne infonda al patire virtù!" Le parole del Nabucco, incise nel marmo del tempo, risultano perfettamente calzanti, se si ripensa all'evento che ha visto protagonista Riccardo Muti a Mirandola. Un concerto in piazza Costituente che mette in netto contrasto la musica con il paesaggio spettrale dei luoghi vittime del terremoto, soggetti alla potenza distruttrice della natura, ma anche a quella creatrice  e rigeneratrice. Un po' come la musica. Il palco è come uno scrigno che si schiude in un baule segnato dalla crudeltà del tempo. La musica, sempre lei, protagonista a volte chiara, a volte silenziosa delle nostre esistenze, ma pur sempre protagonista. Le parole del Maestro, a Villa Tagliata, risuonano chiare, tuonanti e infinite e tutto il pubblico lo acclama. Parole sul valore della cultura, su come possa essere àncora di salvezza nei momenti di profonda crisi. È cosa nota che una verità certa, ma accantonata nel fondo della coscienza, se sbattuta e ravvivata dalla polvere che la copriva risuona innovativa all'orecchio di chi aveva dimenticato di possederla. Lo stesso vale per una stella cometa, che è tanto amata dagli spettatori della terra, i quali si dimenticano ch'ella giace sul blu intenso del cielo. Le associazioni culturali sono quel cielo. Che senso avrebbe una cometa senza la volta celeste che la illumina? Nessuno. Il territorio necessita di una guida sempre presente, lungimirante nel portare avanti la priorità della cultura, soprattutto costante. L'Associazione degli Amici della Musica non scuote il senso dell'appartenenza alla cultura, lo decanta. Vuole che i suoi cari pensino ad essa e alla sua missione continuamente, come proprio compito e speranza. Ringraziamo con tutto il cuore il Maestro, il quale ci ha donato una serata speciale, ma soprattutto spunti molto importanti che confortano e riconfermano l'operato dell'Associazione. Rivogliamo l'alba della cultura, e la riavremo. “O mia Patria, sì bella e perduta! O membranza sì cara e fatal!”.


Grande successo per la Sinfonia sulla Divina Commedia di F.Liszt

Venerdì 27 gennaio 2012

Il progetto sulla Divina Commedia in musica con la rappresentazione della suggestiva Sinfonia sulla Divina Commedia del compositore ungherese F.Liszt, realizzato nella giornata di venerdì 27 gennaio in Teatro Nuovo a Mirandola, ha suscitato un notevole successo nell'arco delle due rappresentazioni: quella mattutina aperta a più di 400 studenti degli istituti scolastici Luosi e Galilei di Mirandola, quella serale aperta a tutto il pubblico. Mirandola sinfonia low-5

La coinvolgente esecuzione ai due pianoforti dei M°Lucio Carpani e Luca Saltini, accompagnata dalla recitazione dei versi danteschi a cui la musica è ispirata (voci recitanti: Augusto Gatti e Giovanna Rizzolo del Gruppo Teatrale "La Zattera"), dal bellissimo video realizzato da Daniela Di Corleto sulla base di più di 50 tavole di Gustave Dorè e dalle voci provenienti dall'alto del coro da camera "Gamma Chorus" e coro di voci bianche "Aurora" (cori della Fondazione Scuola di Musica C. G. Andreoli di Mirandola) diretti da Luca Buzzavi, è stata il degno epilogo di un progetto impegnativo che è nato specialmente per le scuole, i cui studenti sono stati preparati all'ascolto dell'opera musicale nei giorni precedenti al concerto dal M°Lucio Carpani durante alcuni incontri introduttivi.

L'Associazione Culturale "Amici della Musica" di Mirandola ringrazia per l'iniziativa la Città di Mirandola (in particolare nella figura dell'assessore M.Lara Cavicchioli) e la Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola per il preziosissimo sostegno.

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