Macbeth, domenica 23 dicembre 2012

Domenica 23 dicembre 2012
Teatro Filarmonico di Verona

Gli "Amici della Musica di Mirandola"
ti portano in pullman a vedere:

MACBETH
Opera in 4 atti di Giuseppe Verdi



Atto Primo

Tre crocchi di streghe si raccontano tra lampi e fulmini le proprie azioni scellerate («Che faceste? dite su!»), quando vengono interrotte dall’arrivo di Macbeth e Banco, due generali del re scozzese Duncano. Le streghe predicono a Macbeth la signoria di Glamis e Caudor, nonché il trono di Scozia, mentre annunciano a Banco che, se non sarà re, sarà pur sempre padre di re. Scomparse le streghe, Macbeth riceve la notizia che il re Duncano lo ha nominato sire di Caudor al posto del precedente vassallo, giustiziato per tradimento. Macbeth, invaso da un profondo sgomento («Due vaticini compiuti or sono»), informa della predizione la moglie, che non esita a incoraggiare il marito sulla strada del delitto, pur di ottenere il trono promessogli dalle streghe («Nel dì della vittoria…» «Vieni t’affretta…» «Or tutti sorgete,ministri infernali»), e gli suggerisce di assassinare Duncano, quella notte stessa ospite al loro castello. Macbeth, dopo aver vinto i suoi dubbi, entra nelle stanze del re per ucciderlo («Mi si affaccia un pugnal?»). Ma il delitto compiuto lo atterrisce («Fatal mia donna»), mentre la Lady, incrollabile nella sua sanguinaria ambizione, decide di far ricadere sui soldati di guardia la colpa del regicidio. Sopraggiunge il nobile scozzese Macduff, che, venuto a svegliare il re, scopre il mostruoso delitto: tutti accorrono alle grida di Macduff e Banco e invocano la punizione di Dio sull’assassino («Schiudi inferno»).


Atto Secondo

Macbeth, pur proclamato re, continua a essere attanagliato da timori e dubbi: il suo trono è vacillante, dato che le streghe hanno predetto che in futuro regneranno sul trono di Scozia i figli di Banco. La moglie lo spinge allora a uccidere l’antico amico e la sua prole («La luce langue…» «O voluttà del soglio!»). Il delitto viene portato a termine da un gruppo di sicari («Sparve il sol!»), ma il figlio di Banco riesce a fuggire («Studia il passo…» «Come dal ciel precipita»). La notizia dell’omicidio viene portata a Macbeth durante un sontuoso banchetto da lui organizzato. Al culmine dei festeggiamenti («Si colmi il calice»), appare al tiranno lo spettro di Banco, che lo getta nel più indicibile terrore («Di voi chi ciò fece?»). Anche se la Lady cerca di scusare davanti ai presenti il comportamento del marito, in tutti si insinua il sospetto di colpe mostruose e Macduff lascia l’ormai insicuro suolo di Scozia. Macbeth, sconvolto, decide di tornare dalle streghe per conoscere fino in fondo il suo destino («Sangue a me quell’ombra chiede»).


Atto terzo

Macbeth si reca in un’oscura caverna, dove trova le streghe intente ai loro incantesimi («Tre volte miagola la gatta in fregola»). Quando il re chiede loro di conoscere il proprio futuro («Che fate voi, misteriose donne?»), le fattucchiere evocano gli spiriti, che mettono in guardia Macbeth da Macduff, gli predicono che nessun nato da donna potrà ucciderlo e che il suo regno durerà finché la foresta di Birnam non si muoverà verso il suo castello. Alla fine però appare Banco con la sua discendenza, destinata a regnare sul trono di Scozia («Fuggi, regal fantasma»). Macbeth, atterrito dalla profezia, sviene. Le streghe svaniscono e sopraggiunge la Lady, alla quale il marito racconta quanto ha veduto: i due sposi decidono insieme di sterminare tutti i loro nemici, compreso Macduff e la sua famiglia («Ora di morte e di vendetta»).


Atto quarto

In un luogo deserto, ai confini tra Scozia e Inghilterra, i profughi scozzesi piangono per le condizioni della loro terra oppressa dal sempre più sanguinario Macbeth («Patria oppressa!»). Fra loro vi è Macduff, straziato dalla notizia dell’uccisione della moglie e dei figli per mano di Macbeth («O figli, o figli miei!…» «Ah, la paterna mano»). Sopraggiunge Malcolm, figlio di Duncano, che ordina di tagliare i rami degli alberi della foresta di Birnam e avanzare coperti dalle fronde verso il castello di Macbeth («La patria tradita»). Intanto la Lady, tormentata dagli incubi, vaga di notte nel castello in preda a un sonnambulismo che la spinge a rivelare gli orribili delitti di cui si è macchiata («Una macchia… è qui tuttora!»). La situazione precipita: Macbeth, in procinto di scendere in battaglia contro gli insorti («Perfidi! All’Anglo contro me v’unite!…» «Pietà, rispetto, onore»), apprende la notizia della morte della moglie, un annuncio che lo lascia quasi indifferente, mentre lo sconvolge molto di più il racconto dei suoi guerrieri, che narrano come la foresta di Birnam stia muovendo verso il castello.Macbeth comprende che la fine del suo regno è prossima, ma non rinuncia a combattere. Durante la battaglia il tiranno si trova di fronte Macduff, al quale rivela di essere invincibile perché nessun nato da donna potrà mai colpirlo,ma con suo grande stupore il rivale ribatte di essere stato strappato al momento della nascita dal grembo materno: le streghe hanno dunque beffato Macbeth, che viene ucciso in duello da Macduff. Irrompe vittorioso l’esercito dei ribelli, che proclama Malcolm nuovo re di Scozia («Macbeth, Macbeth ov’è»).