Un giorno di regno, domenica 10 marzo 2013

Domenica 10 marzo 2013
Teatro Filarmonico di Verona

Gli "Amici della Musica di Mirandola"
ti portano in pullman a vedere:

UN GIORNO DI REGNO
Melodramma giocoso in 2 atti di Giuseppe Verdi


La vicenda, non troppo complicata, è tipica dell'opera comica e le formule musicali talvolta non rispettano molto l'esilità del libretto. Ma nel complesso è da considerarsi un lavoro ben riuscito, nonostante tutti gli impicci e le opposizioni che all'epoca attanagliarono Giuseppe Verdi.

Atto I

Nel castello del decaduto barone di Kelbar (basso buffo) si fanno due sposalizi: quello di sua figlia Giulietta (mezzosoprano) col tesoriere Della Rocca (basso buffo) e quello della marchesa Del Poggio (soprano) col conte Ivrea (tenore). Ospite di Kelbar è il re di Polonia, Stanislao alias il cavalier Belfiore (baritono), già fidanzato della marchesa, che si è prestato alla finzione per consentire al vero monarca di combattere i suoi nemici in incognito. Frattanto Edoardo (tenore), nipote spiantato del tesoriere e amante di Giulietta, è disperato e vuole arruolarsi sotto Stanislao. La marchesa, giunta al castello, vuole aiutare i due giovani al pari del finto re, che offre al tesoriere un importante incarico se rinuncia alle nozze. Quando il barone cerca il Della Rocca per la sigla del contratto nuziale, questi di conseguenza rifiuta e tra i due scoppia un litigio furibondo. Accorre la marchesa con Edoardo e Giulietta, e compare anche il re, indignato per il troppo chiasso. Il barone è costernato per la figuraccia fatta coll'illustre ospite.

Teatro Alla Scala all'epoca della rappresentazione

Atto II

Edoardo confida ai servitori la sua tristezza. Il finto Stanislao concretizza l'offerta al tesoriere, che ha col barone un secondo litigio buffonesco. In separata sede, la marchesa Del Poggio e il sedicente re si affrontano in una serie di schermaglie. La donna pensa di riconoscere l'antico amante, ma Belfiore insiste nella finzione. Viene annunciato il conte Ivrea e l'imminente matrimonio della marchesa, mentre Edoardo si dispera con Giulietta perché, se anche lo zio rinunciasse a lei, egli dovrebbe arruolarsi comunque col re. Questi, sopraggiunto Ivrea, usa la sua autorità per impedire il matrimonio con la Del Poggio. In extremis una lettera del vero Stanislao chiarisce il tutto, esonerando il cavaliere dalla simulazione, ma non prima che egli abbia strappato al barone, con un'ultima "régia" imposizione, il consenso a maritare Giulietta a Edoardo. La marchesa si riconcilia subito col vecchio fidanzato. Le due nozze iniziali si fanno, ma con mariti diversi. Tripudio generale. Infine il barone, il tesoriere e il conte Ivrea fanno buon viso a cattivo gioco.
Pin it