Elisir d'amore, domenica 28 aprile 2013

Domenica 28 aprile 2013
Teatro Filarmonico di Verona

Gli "Amici della Musica di Mirandola"
ti portano in pullman a vedere:

ELISIR D'AMORE
Melodramma giocoso in 2 atti di Gaetano Donizetti


Un melodramma giocoso e rivoluzionarioGaetano Donizetti 1797-1848

Già in una lettera indirizzata al suo Maestro Giovanni Simone Mayr, figura dominante e fondamentale nella sua educazione musicale, Gaetano Donizetti espresse tutto il suo stupore per il grande e inatteso successo dell'opera all'indomani della première, il 12 maggio 1832.

A partire dal 1822, quando debuttò al Teatro alla Scala con Chiara e Serafina, Milano spesso aveva accolto i lavori di Donizetti con un misto di indifferenza e diffidenza, fatta eccezione per due titoli comici, L'ajo nell'imbarazzo e Olivo e Pasquale: fu proprio per questo che il caloroso benvenuto all'Elisir d'amore da parte della città si rivelò una grande sorpresa per lo stesso compositore. Prima dell'Elisir il melodramma di Donizetti non era infatti mai riuscito a soddisfare pienamente il gusto del pubblico milanese.

Sulla scena lirica di quel periodo la figura di Rossini dominava di fatto in modo pressoché assoluto, ma già nel 1830 si presentò comunque anche per Donizetti una prima occasione di riscatto: gli venne commissionata un'opera seria per l'apertura della stagione al Teatro Carcano, in concorrenza con il Teatro alla Scala. Quando Donizetti trionfò il 26 dicembre 1830 con Anna Bolena, la sovranità di Rossini iniziò a vacillare.

Il successo di Anna Bolena si rivelò infatti un vero e proprio trampolino di lancio: finalmente anche la Scala scritturò Donizetti per un'altra opera, Ugo conte di Parigi, che fu però rappresentata nel 1832 con scarso riscontro da parte di pubblico e critica. Ciononostante, proprio in questo periodo avvenne l'incontro determinante con l'impresario Alessandro Lanari che gli propose di comporre un'opera comica per quella stessa stagione per un altro teatro milanese, il Teatro della Canobbiana. Venne deciso che il libretto sarebbe stato scritto da Felice Romani, il librettista più famoso del tempo, con il quale Donizetti aveva già collaborato per molte delle sue opere precedenti (Chiara e Serafina, Alina regina di Golconda, Anna Bolena, Ugo conte di Parigi).

L'opera doveva essere realizzata in un lasso di tempo piuttosto breve, ma la fretta non fece certo arretrare né Donizetti né Romani; quest'ultimo, trovandosi nell'impossibilità di scrivere un libretto ex novo, decise di tradurre quasi alla lettera un testo del francese Eugène Scribe dal titolo Le philtre e Donizetti, da parte sua, abituato a comporre sempre con notevole celerità, completò la partitura forse in poco più di quei quindici giorni tradizionalmente attribuiti alla composizione dell'opera. L'opera venne così compiuta in un periodo di circa sei settimane, compreso tra la première di Ugo, conte di Parigi (13 marzo 1832) e il primo maggio, quando iniziarono le prove dell'opera. Persino i censori, che normalmente davano il loro benestare prima che iniziasse il periodo delle prove, in questo caso parteciparono alla prova costumi per dare la loro approvazione finale.

L'Elisir d'amore 2003 - Teatro FilarmonicoLa prima dell'Elisir d'amore, andata in scena il 12 maggio 1832 al Teatro della Canobbiana, fu un successo clamoroso. A poco più di un anno di distanza dal trionfo della Bolena, con il suo Elisir Donizetti non solo riuscì ad appagare il gusto milanese, ma in brevissimo tempo riuscì anche a conquistare il pubblico di numerosi teatri sia in Italia che all'estero. Nella primavera del 1834 L'Elisir d'amore venne rappresentato al Teatro del Fondo di Napoli e il 27 settembre 1835 al Teatro alla Scala: così come viene riportato nella stampa musicale del periodo, l'opera entrò in voga molto rapidamente, fino ad essere la più rappresentata nella penisola tra il 1838 e il 1848. Nel 1834 l'opera venne messa in scena anche a Berlino con il titolo Der Liebestrank, successivamente a Vienna, nel 1836 al Lyceum Theatre di Londra, nel 1838 a New York e nel 1839 a Parigi.

Ispirandosi al filone semiserio larmoyant dell'opéra-comique francese, con L'Elisir d'amore Donizetti riuscì finalmente a trovare una propria elaborazione personale dello stile comico tramite l'immissione dell'elemento sentimentale, superando così il modello rossiniano. I personaggi che animano L'Elisir non sembrano più mossi da una sorta di carica meccanica, ma hanno acquisito una loro identità. Quello che Donizetti arriva ad attuare in quest'opera è quindi un vero e proprio processo di "umanizzazione" dei personaggi da un punto di vista sia psicologico sia musicale, la cui massima espressione è nella figura-chiave di Nemorino, emblema di una nuova tipologia di tenore per l'opera comica, il cosiddetto "tenore lirico-leggero" o "tenorino di grazia". 
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