Pico d'argento a Tomasz Ritter per Mirandola Classica

17 aprile 2016

Ascoltare musicisti di alto livello è sempre un’esperienza bellissima, ma quando il musicista in questione è un ragazzo prodigio di vent’anni, tutto prende un sapore diverso. È stato il caso di Tomasz Ritter, pianista di ventunanni polacco che vinse, nel 2011, il nono concorso internazionale per giovani pianisti internazionale “Arthur Rubinstein in memoriam”. Tomasz ha regalato agli Amici della Musica di Mirandola un pomeriggio domenicale indimenticabile. La scelta di un repertorio importante ed impegnativo ha portato maggiore stupore una volta notato che tutto il concerto è stato eseguito a memoria dal giovane talento, il quale ha abbracciato due secoli di storia della musica pianistica, partendo dall’italiano Scarlatti e approdando a Prokofiev, cardine del programma assieme a Beethoven. Ritter ci ha donato l’ascolto delle opere più personali dell’ultimo Beethoven. Ne è l’emblema la sonata op.110, la penultima, perché in larga parte differisce da quello che è il carattere eroico, serioso e corrucciato che spesso si attribuisce in maniera generica a Beethoven: questa sonata sembra invece dare vita alla voce più intima del compositore, ed è all’insegna dell’espressione melodica e del sentimento. Prokofiev, invece, è capace di un pianismo che si muove verso un modo di suonare percussivo ed esuberante, con sonorità asciutte e taglienti. Bellissima ed evocativa l’immagine di Poulenc, che ricorda il pianismo di Prokofiev come “fatto ad immagine della sua mano lunga e muscolosa, del suo polso d’acciaio fatto per lo staccato e per i grandi accordi volanti”.  La settima sonata op.83 penetra l’ascoltatore per la sua intensità drammatica, quasi come fosse un resoconto dei terribili avvenimenti bellici dell’epoca. Con il primo tempestoso movimento assistiamo alla lotta di un’intera nazione contro l’invasore e contro l’ingiustizia, mentre il secondo sembra un ricordo dei giorni di pace, un breve riposo prima di ripiombare nel vortice infernale del terzo movimento.  Passando poi attraverso il mare poetico di Smetana, ascoltando la drammaticità di Skrjabin e assaporando il romanticismo pianistico di Chopin, il pubblico è rimasto esterrefatto dall’abilità di questo giovane ragazzo, capace di memoria formidabile, abilità tecniche invidiabili  e al contempo trasmettitore di tutti i sentimenti musicati da questi grandi compositori. L’associazione ha ritenuto doveroso consegnargli il premio “Pico d’argento”, il suo primo riconoscimento italiano, sicura che possa fare una splendida carriera all’insegna del successo. 


Margherita Bergamaschi


2016.04.17 Tomasz Ritter per Mirandola Classica


Pin it