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MOLTO PIÙ CHE SUI BANCHI: IL LATO D’ORO DELLA CULTURA NELLA CONFERENZA E CONCERTO LIRICO PER GLI STUDENTI A CURA DEGLI “AMICI DELLA MUSICA” DI MIRANDOLA

“Siamo qui per mandare un messaggio; dunque, spegnete i cellulari”. Così ha esordito Daniele Rubboli, scegliendo di dare subito l’idea, per mezzo del suggerimento di un semplice gesto di civiltà, del grado di importanza che essa svolge e ha svolto sin dalle origini. L’evento “Mario del Monaco e il melodramma nella società contadina“, pensato dagli “Amici della Musica” di Mirandola per gli studenti delle scuole secondarie superiori, ha racchiuso molto di ciò che non si assimila sui banchi e in nessun’altro modo se non vivendolo personalmente o avendo la fortuna di sentirselo raccontare. In un un’unica data, Giovedì 26 aprile, e in un luogo come l’Auditorium “Rita Levi Montalcini” meno somigliante all’aula dove sono soliti ad apprendere, gli studenti degli istituti scolastici mirandolesi hanno imparato che è stata la Civiltà Contadina Italiana ad aver fatto la storia dell’Opera Lirica, che un tempo è vissuto nel loro Paese un personaggio importante come il tenore Mario del Monaco ed hanno potuto ascoltare buona musica, per una formazione propria di quel tesoro della cultura che l’Associazione è fermamente convinta sia meritevole anche di grande sforzo e impegno per essere trasmessa. E qual è modo più diretto se non quello da giovane in giovane; il Coro Giovanile “Augusta”, primo a chiamare l’attenzione, accompagnato al pianoforte e diretto dal Maestro Lucio Carpani, ha relagato cinque brani tra cui un’incantevole “Medhel an Gwyins” (brano tradizionale dei minatori della Cornovaglia) per la bellissima voce solista di Olga Rodideal. Presenti ed esibitisi al concerto anche il soprano Mariska Bordoni e il tenore Davide Zaccherini, ascoltati con piacere nelle rispettive parti solistiche e duetto. Sino alla fine dell’evento, la parola è poi stata data a Mario del Monaco, il tenore scomparso ma rivissuto nel profondo documento-video originale e inedito proiettato grazie all’uomo che più di ogni altro, in quella sala dell’Auditorium, lo teneva nel cuore: Odino Marcon. Ospite speciale degli “Amici della Musica” di Mirandola, ha voluto condividere i ricordi del suo mentore con il pubblico, attraverso la proiezione ma anche con l’allestimento di una mostra sul personaggio di Mario eloquente come poche. Imparare emozionandosi è forse una prerogativa riservata là dove splendide conoscenze non possono essere apprese in modo ordinario e là dove è possibile farle oggetto di preziosi incontri per gli studenti, come quello di giovedì 26 aprile a Mirandola, dove alla cattedra erano gli “Amici della Musica”, grandi insegnanti.

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