di Pierfilippo Tortora

Quello che gli Amici della Musica di Mirandola ci hanno proposto lo scorso 24 marzo è stato un programma singolare, e che, fra l’altro, poneva la questione del rapporto fra musica ed immagine.

“Esistono fondamentalmente due tipi di musica: quella pura e quella che racconta una storia”: così, fulmineo ma efficace, Deems Taylor, compositore e critico musicale statunitense, nel presentare il classico di Walt Dinsey “Fantasia”. La sonata per flauto e pianoforte “Undine” op. 167 del compositore romantico Carl Reinecke, al centro del concerto degli Amici della Musica, è una musica inequivocabilmente legata ad una storia, quella di Ondina, creatura acquatica, originaria di un mondo fantastico alternativo a quello umano. Suo padre, Re dei flutti, ha desiderato che potesse accedere, attraverso l’esperienza di un amore assoluto, totale e lontano dall’ombra del tradimento, ad avere un’anima come gli uomini: le Ondine che abitano i mari infatti vivono nella beatitudine ma la morte le riduce in polvere perché mancano dell’anima e del suo potere eternante. Ma in una storia romantica l’amore e la morte si sovrappongono e si confondono come il naturale e il sovrannaturale, e l’amore fra il cavaliere umano Uldbrando e Ondina, creatura marina, avrà tragica fine. Questa la storia che racconta la sonata di Reinecke nel valore puramente evocativo della musica che mai descrive ma sempre evoca. Il racconto, affidato alla voce di Angela Malfitano, è stato condensato e racchiuso, a partire dall’omonimo romanzo di De La Motte Fouqué, in un libretto che legasse i quattro movimenti della sonata, steso con eccezionale maestria da Luigi Guicciardi che nella sua capacità di sintesi è riuscito a non sacrificare affatto le potenzialità emotive della storia. Parallelamente il racconto è stato portato avanti anche dagli acquerelli che la nostra Associazione aveva commissionato per l’occasione all’Istituto d’Arte Venturi di Modena. Dalla nutrita mostra del foyer sono state segnalate in particolare le opere di Ilaria Sacchi e Lara Silvestre che, nella proiezione, hanno accompagnato il concerto. Sul tema romantico di Ondina si sono incontrate le possibilità evocative della musica, nel flauto, forse lo strumento più emotivo perché molto vicino al canto, di Nicola Silvestre, retto dal sagace accompagnamento della tastiera orchestrale di Lucio Carpani, e la potenza dell’arte figurativa nel linguaggio del colore, espresso dagli acquerelli dell’Istituto d’Arte modenese.

La voce di Angela Malfitano si è alternata alla musica anche in una prima parte del concerto che, con “Il crepuscolo” di Heine e con le tre romanze op. 94 di Schumann, ci ha introdotto ad un’atmosfera romantica.
Infine è stato concesso un éncore molto significativo che ha visto protagonisti, insieme, Angela Malfitano, Lucio Carpani e Nicola Silvestre: dai versi del Faust di Goethe, altro mito romantico fondante l’identità culturale dell’Europa moderna, Schubert trae quello che forse è il primo lieder tedesco, Margherita all’arcolaio. Anche in questa storia amore e morte, piacere e peccato, naturale e sovrannaturale si confondono in una miscela tragica; ma il genio di Schubert ne fa un piccolo capolavoro.
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