Prosegue la rubrica #gliAmiciallArena per presentarvi uno dei capolavori di Giuseppe Verdi: La Traviata.

Opera in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, La Traviata è parte della cosiddetta “trilogia popolare” insieme a Rigoletto e Il Trovatore. Fu concepita sulla base de La Dame aux Camélias (La Dama delle Camelie), romanzo poi opera teatrale di Alexandre Dumas (figlio). La sua prima rappresentazione al Teatro La Fenice di Venezia nel marzo 1853 non ottenne il successo desiderato da Verdi, probabilmente a causa di una serie di sfavorevoli congetture. La fortuna non tardò comunque ad arrivare: rielaborata, l’opera andò in scena nel maggio dello stesso anno al Teatro San Benedetto di Venezia sotto la direzione del suo stesso compositore e in quell’occasione ottenne il meritato successo. Alcuni pezzi dell’opera vennero tuttavia stravolti e censurati in numerosi teatri italiani a causa delle aperte critiche alla società borghese. Considerata una delle più grandi opere mai scritte, La Traviata è l’opera più rappresentata al mondo nelle ultime cinque stagioni, con 629 recite, secondo i dati pubblicati da Operabase nel 2013. Quest’anno, La Traviata conoscerà un nuovo ed inedito allestimento, ultimo grande progetto del regista Franco Zeffirelli, venuto a mancare lo scorso 15 giugno. Ad omaggiarlo saranno grandi artisti di fama internazionale, dal baritono Leo Nucci al soprano statunitense Lisette Oropesa nelle vesti di Giorgio Germont e Violetta Valéry. Una piccola curiosità riguarda la stessa Violetta: ella, infatti, non è un personaggio di invenzione. Dumas fu ispirato dalla figura di Alphonsine Duplessis, donna realmente esistita che dalle misere condizioni di operaia si elevò fino a diventare la cortigiana più importante di Parigi prima di morire di tisi a soli 23 anni. Questa malattia, che colpisce anche Mimì, personaggio di spicco ne La Bohème di Puccini, fu una vera protagonista dell’immaginario collettivo nel diciannovesimo secolo dato che causava circa il 25% dei decessi in Europa.

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