Concludiamo la rubrica #gliAmiciallArena con l’ultimo appuntamento che ci vedrà impegnati nell’anfiteatro quest’anno: Aida di Giuseppe Verdi.

Aida è un’opera in quattro atti di Giuseppe Verdi su libretto di Antonio Ghislanzoni e basata su un soggetto originale dall’archeologo francese Auguste Martinette. Venne commissionata al compositore intorno al 1870, in occasione dell’inaugurazione del nuovo teatro de Il Cairo, con la promessa di un guadagno… faraonico! La prima ottenne grande successo nonostante avesse subito un importante ritardo a causa della guerra franco-prussiana: i costumi, infatti, si trovavano a Parigi, che era sotto assedio. Inoltre, ad inaugurare il teatro egiziano fu Rigoletto. Nonostante ciò, ancora oggi l’opera è considerata come una delle più famose in tutto il mondo. Verdi non partecipò alla prima e rimase molto insoddisfatto nell’apprendere che il pubblico era per la maggior parte composto da personalità del tempo: la sua arte era per il popolo, nel senso più alto del termine, non per personalità di spicco. Pertanto, considerò come vera prima quella italiana ed europea, tenutasi alla Scala di Milano nel febbraio del 1872. L’Arena di Verona è senza ombra di dubbio il luogo migliore per rappresentare quest’opera. L’abbondanza di spazio, infatti, permette di creare scenografie maestose e meravigliose, degne di ospitare la celeberrima Marcia Trionfale. L’allestimento che verrà proposto è quello storico, realizzato per la prima del 1913 in Arena e che da più di un secolo continua a estasiare il pubblico. Ci sono tantissimi aneddoti a proposito di Aida, ma uno in particolare è degno di nota: si narra che nel 1872 Verdi curò personalmente l’allestimento di Aida a Parma. Uno spettatore, Prospero Bertani di Reggio Emilia, essendone rimasto deluso, chiese al Maestro di essere rimborsato delle spese. Verdi, divertito, accettò e gli fece risarcire i biglietti sia del viaggio che del teatro, ma non la «cena scellerata alla stazione», osservando: «Poteva ben cenare a casa sua!!».

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