(articolo di Margherita Bergamaschi, fotografie di Sara Malavasi)

Villa Tagliata, 27 gennaio 2013, Apertura di stagione Mirandola Classica quarta edizione, duo pianistico Santini-Cavalli

Mentre il pallido sole di Gennaio rischiara la Domenica, ma non la riscalda, il fuoco di Schubert infervora e ammalia gli ascoltatori di Villa Tagliata, ancora una volta presenti e rapiti da un mondo parallelo che sconvolge i canoni e rifiuta la quotidianità.

L’essenza della musica che incanta lo spettatore si serve della fantasia, strumento generatore di ciò che di più alto può formare la personalità.

Schubert e Czerny, con le loro fantasie in Fa minore e l’opera 339, seguiti da Rimskij-Korsakov e il suo capriccio spagnolo, per concludere con Mozkowski e Ravel, i quali sconvolgono il registro e ammaliano con le 5 danze e le rapsodie spagnole.

Intermediari fra la quotidianità che evade e il mondo delle melodie sono Manila Santini e Davide Cavalli, i quali attraverso il talento naturale, coltivato con forte determinazione, fanno rivivere gli autori e ne diffondono il messaggio.

Quattro mani perfettamente temperate, in sintonia, che non smettono mai di migliorarsi. La continua ricerca di miglioramento che mantiene vivi. Ludwig Van Beethoven non esitava a dirlo: “non si può mai smettere di studiare, io stesso non ho studiato abbastanza”.

Da qui si comprende il senso della Vera Musica, non solo l’insieme degli schemi predefiniti, futile diletto di una noia borghese, ma la necessità di diffondere una conoscenza profonda, completa, vera.

Rimskij-Korsakov riesce a trasmettere l’esaltazione della perizia e la meticolosità di studio dell’espressione del pianoforte in modo perfetto.

L’appetito per la sperimentazione di Schubert apre la mente dell’appassionato a un nuovo orizzonte, la memoria stupefacente di Czerny consente di ricordare tutto ciò che non lo oltrepassa.

Ma, dopotutto, a cosa serve la padronanza dello strumento se non per scoprire nuovi orizzonti?

fotogiovani