Carissimi soci e amici,
ieri mattina, all’età di 86 anni, si è spento il nostro Presidente Milton Marelli. Da ormai 36 anni guidava la nostra Associazione, di cui è stato uno dei fondatori. Conosciuto da tutti nel mondo dell’Opera, era amico di alcuni fra i più grandi cantanti lirici della sua epoca. Ha gestito e fatto crescere gli Amici della Musica col suo impegno, con la sua passione e con il suo grande amore per l’Opera, forse semplice ma allo stesso tempo genuino e profondo.
Dobbiamo molto a Milton, e vogliamo ricordarlo pensando ai bei momenti trascorsi insieme.
Il pensiero va a tutte le opere a cui abbiamo assistito insieme, a tutti i pullman e i concerti che abbiamo organizzato. Al Filarmonico o all’Arena poi tutti conoscevano Milton! Ti stimavano e rispettavano. Avevi un carattere forte, a volte un po’ brusco, quasi da personaggio verdiano, ma forse è anche questo che ti ha permesso di realizzare tante della iniziative che avevi in mente. Era piacevolissimo ascoltare i tuoi racconti, divertenti e non, di decenni passati nell’ambiente del teatro: aneddoti sul “Commendatore”, su quello o quell’altro cantante, con elogi ma anche critiche se necessario.
Era emozionante poi all’Opera vederti dirigere con le mani ad occhi chiusi i cantanti o l’orchestra, nel modo in cui avresti voluto tu, a volte fermandoti di scatto, aprendo gli occhi e commentando ad alta voce “an va mia ben acsè”; traspariva tutta la tua grande passione.
Ti ricorderemo ogni volta che entreremo a teatro o in Arena, ogni volta che sentiremo una “romanza”, come amavi dire tu; penseremo allora a quali sarebbero stati i tuoi commenti e giudizi, o le tue occhiate d’intesa.
Ti ricorderemo quando porteremo a teatro i ragazzi delle scuole, progetto al quale hai sempre tenuto molto e per il quale ti sei sempre speso con tanto impegno.
Sei stato un grande amico e un grande presidente, desideriamo ringraziarti di cuore per il tanto bene che hai fatto all’associazione e che hai voluto a noi.
Ti vogliamo salutare con le parole dei personaggi di Carlo ed Elisabetta nel duetto finale del Don Carlo di Verdi:
“Ma lassù ci vedremo in un mondo migliore,
dell’avvenire eterno suonan per noi già l’ore;
e là noi troverem nel grembo del Signor
il sospirato ben, che fugge in terra ognor!”