(articolo di Margherita Bergamaschi, fotografia di Sara Luppi)

Domenica 24 marzo, Villa Tagliata a Mirandola
Mirandola Classica: concerto del duo Ghidoni-Carpani

Alla penna si riserva sempre il compito più astioso, cercare di tradurre un linguaggio in un altro. Ma in realtà, per parlare di musica, bisognerebbe creare altra musica: la musica sulla carta rimane esile inchiostro, riesce a prendere vita solo attraverso abili esecutori, tesorieri del vero messaggio. L’incontro di Domenica 24 Marzo si è rivelato un’altra perla da aggiungere allo scrigno di Mirandola Classica.

Una sintonia a quattro mani, quella del violinista Paolo Ghidoni e del pianista Lucio Carpani, che ha permesso agli ascoltatori di attingere ad un repertorio romantico e sentito, incorniciato dal viaggio intorno ad uno dei più grandi violinisti di tutti i tempi, ricordato per il suo suono dolce ed espressivo: Fritz Kreisler.

È incredibile come spesso ricerchiamo il piacere nelle complicatezze, nella pluralità delle voci, nel subbuglio. Basterebbe ricercare l’essenziale, soprattutto in questo mondo particolare.

Lo stesso Grieg fuggiva sempre le forme sontuose, privilegiando lo stile fresco ed essenziale, nel quale rievocava le atmosfere del mondo nordico, come nella sonata no.3, preceduta da un dolcissimo Smetana, con il pezzo “dalla mia Patria” che lascia poco spazio ai risentimenti per essere usciti nel bel mezzo di un pomeriggio uggioso.

La brillantezza e la gioiosità delle composizioni di Kreisler ricordano l’importanza dell’ascolto che si deve elevare sopra a qualsiasi discorso sulla musica, non è un caso che egli lavorò per anni nel cinema muto.

I compositori come Kreisler ci insegnano, nonostante le plurime difficoltà della vita, a prendere in mano le fila del nostro destino, sconfiggendo le sfortune.

“Le persone stanno diventando sorde perché la musica viene suonata più forte e sempre più forte, ma poiché stanno diventando sordi, la musica deve essere suonata ancora più forte.”

2013.03.24 Foto Mirandola Classica 24 marzo ridotta