(recensione a cura di Sara Malavasi, fotografia di Sara Luppi)

Sabato 20 aprile 2013, Teatro Filarmonico di Verona
Prove generali di Elisir d’amore con gli studenti del Liceo G.Pico di Mirandola


Nonostante le difficoltà che scuole e associazioni hanno dovuto affrontare in questo anno, il buono non ci ha mai abbandonato, unendo in una stretta collaborazione l’Associazione degli Amici della Musica e l’Istituto Superiore G.Luosi. I ragazzi hanno potuto conoscere il magico mondo della musica classica e della lirica al Teatro Comunale di Bologna il 6 ottobre, assistendo a Pagliacci e Cavalleria Rusticana, a Poggio Rusco 29 settembre in un incontro con la musica di Schubert, conoscendo il Macbeth di G.Verdi al Teatro Filarmonico di Verona l’11 dicembre, e concludendo con l’incantevole Elisir d’amore di Gaetano Donizetti, del 20 aprile, sempre al Filarmonico e oggetto di questa recensione.

Una collaborazione florida, che vede protagonisti i giovani e la loro freschezza, tanto necessaria al mondo del teatro per poter perdurare. Uno speciale merito va, oltre all’Associazione per l’energia che sempre mette a disposizione di simili progetti, al dott. Giorgio Siena, che ha permesso all’Associazione di poter unire le conoscenze scolastiche al grande patrimonio della musica, nella speranza che ciò che quest’anno è stato novità, presto diventi tradizione.

L’amore è come un bivio: una strada può nascondere insidie e ostacoli, sembrare vuota, o rivelarsi luminosa. Sta a noi percorrerla e non arrendersi alle difficoltà per coronare il nostro sogno. L’opera buffa di Gaetano Donizetti “Elisir d’amore” cela dietro una prima lettura comica della storia d’amore un messaggio più profondo, che ha viaggiato attraverso le epoche, arrivando al presente. Il protagonista maschile, Nemorino, è il modello di ragazzo insicuro e sognatore che s’innamora di una ragazza che non lo considera: Adina, ammaliatrice sprezzante. Nella disperazione per le imminenti nozze della giovane con il sergente Belcore, suo principale antagonista, Nemorino si affida alla sapienza ingannevole del fattucchiere Dulcamara. Solo il destino darà al giovane la possibilità di conquistare l’amata e vivere con lei il resto dei suoi giorni. Nei personaggi che sono presentati, lo spettatore può immedesimarsi ed è questa la vera forza dell’opera: raccontare storie comuni, elevandole grazie alla potenza della musica e della lirica. Grazie all’associazione Amici della Musica, i ragazzi del Liceo Pico hanno potuto apprezzare la straordinaria interpretazione dei cantanti al Teatro Filarmonico di Verona, che ha conferito un valore aggiunto a questa splendida opera. Gli spettatori sono rimasti vittime a loro volta dell’elisir (della lirica), che ha fatto loro sfuggire una “furtiva lacrima”.

fotogruppoelisir