collage petite serva piccola

Energia, esperienza e passione al servizio di un unico obiettivo: la divulgazione della musica classica e lirica. Questo, in pochissime parole, è il significato di “Associazione Culturale Amici della Musica di Mirandola”, realtà che, impugnando lo stendardo di questo ideale, si è saputa muovere negli ultimi cinque anni con rinnovato vigore, sotto la guida sempre accesa e presente del proprio presidente Milton Marelli, ma con notevoli forze nuove all’interno del proprio consiglio amministrativo, la presenza di un “ufficio stampa” costituito da giovanissimi giornalisti, fotografi e scrittori, la direzione artistica ispirata e professionale del M° Lucio Carpani ed il vitale e sempre presente supporto dell’amministrazione comunale di Mirandola, che sino ad ora ha sempre dimostrato di condividere e credere nell’attività dell’Associazione.

La musica lirica, in cui spicca la produzione dei maestri italiani (pensiamo a Verdi, Puccini, Rossini, Bellini e Donizetti) e la musica classica, in cui i maestri italiani si affiancano ai grandi compositori quali Beethoven, Mozart, Bach, Haendel, Schubert, Schumann, Chopin, Liszt e così via, costituiscono il più grande patrimonio musicale dell’umanità e soltanto tramite questi capolavori la musica diviene l’arte che più di ogni altra è capace di rappresentare ed esplorare l’immensità dell’animo umano. Per rendere la nostra comunità partecipe di questa ricchezza gli “Amici della Musica” hanno eretto una stagione musicale chiamata “Mirandola Classica” che ha appena concluso il suo quinto anno di vita e ha ospitato grandi musicisti e interpreti  nell’idea di formulare una proposta musicale costantemente ed esclusivamente senza compromessi in temini di qualità e livello artistico.

A coronamento di questo anniversario, l’Associazione ha concluso la sua stagione 2014 proponendo due opere musicali di grande importanza storica ed artistica: la Pétite Mèsse Solennelle di G.Rossini il 18 aprile e la Serva Padrona di G.B. Pergolesi il 9 maggio, la prima una delle più note e singolari composizioni di musica sacra mai scritte e la seconda un’opera lirica così importante da aver dato origine al genere dell’opera comica.  La sala di Villa Tagliata, unico luogo adatto a questa tipologia di eventi che il terremoto ci ha lasciato, si è così trasformata rispettivamente in Tempio e Teatro grazie al curatissimo allestimento operato dalle forze dell’Associazione.

“L’idea di rappresentare la Petite Messe Solennelle di G. Rossini (piccola messa solenne) come Concerto di Pasqua” spiega il direttore artistico Lucio Carpani “è nata dal desiderio di creare un momento di intimità spirituale attraverso  la musica ispiratissima dell’ultimo Rossini, scritta nel 1863 pochissimi anni prima della sua morte. Tutta la produzione da noi curata si è mossa nella ricerca di un’interpretazione raffinata, intimistica e cameristica, a partire dalla scelta della versione originale del brano per soli dodici cantanti, due pianoforti e armonium piuttosto della più tarda e maestosa versione con orchestra e grande coro, per finire con l’accurata scelta delle voci solistiche”. Il pregevolissimo obiettivo è stato raggiunto dagli interpreti: i solisti Nadia Engheben (soprano), Marta Fumagalli (mezzosoprano), Matteo Mezzaro (tenore), Davide Lombardi (basso), il coro Ricercare Ensemble, i pianisti Lucio Carpani e Luca Saltini e l’armonium Francesco Moi, il tutto sotto la direzione musicale attenta e sensibile di Romano Adami.

“Il concerto di chiusura con l’opera lirica La Serva Padrona di G.B. Pergolesi” continua il direttore “rappresenta invece un tentativo di inaugurare un vero e proprio laboratorio operistico da noi curato insieme al supporto di varie realtà locali: i costumi di scena (ambientata nel 1700) realizzati dai ragazzi della sezione moda dell’Istituto Galilei di Mirandola, alcuni elementi scenografici realizzati per l’occasione o gentilmente messi a disposizione, e così via. Un’opera lirica allestita a Mirandola, in definitiva. Il risultato ottenuto in questo nostro primo allestimento, seppur di un’opera piccola e gestibile come la Serva Padrona, è stato notevole e da motivo di pensare che continueremo su questa strada in futuro affrontando altre opere liriche”. Gli interpreti della serata sono stati i solisti Patrizia Cigna (soprano) nel ruolo di Serpina, Oliviero Giorgiutti (basso) nel ruolo di Uberto, Sandra Moretti (attore mimo) nel ruolo di Vespone, l’orchestra d’archi dell’Accademia Virgiliana di Mantova, il corpo di ballo dell’Ensemble De Sphaeris  su coreografie di Davide Vecchi. La regia, perfettamente in stile barocco e di grande gusto e intelligenza, è stata affidata a Francesco Bocchi.

Una stagione concertistica, questa di Mirandola Classica appena conclusa, che regala al pubblico di Mirandola eventi e momenti non inferiori a quelli allestiti nei più grandi teatri dei capoluoghi di provincia, per scelta e qualità. l’Associazione è lieta di occuparsi ora della tradizionale attività estiva, ovvero l’organizzazione di pullman per l’Arena di Verona, in attesa della prossima stagione di concerti a Mirandola.