(articolo di Margherita Bergamaschi, fotografie di Sara Luppi)

Sabato 29 Settembre 2012, Teatro di Poggio Rusco, Trio op.99 di Schubert
Sabato 6 Ottobre 2012, Teatro Comunale di Bologna, “Cavalleria Rusticana” di Mascagni e “I Pagliacci” di Leoncavallo

L’iniziativa ha coinvolto gli studenti del Liceo classico G.Pico e del Liceo scientifico G.Galilei di Mirandola

Un piccolo teatro, Schubert, e la pioggia.

La combinazione perfetta per aprire il cuore di qualsiasi ascoltatore e amante della classica: basta un quartetto che esegua musica da camera per raggiungere la pace dei sensi, almeno finché la magia della musica non si spegne con la conclusione del concerto.

Ma se non fosse sempre sufficiente?

La musica viene costantemente messa alla prova da un pubblico sempre più vario e dinamico, ed è giusto che sia così. Il bisogno di rinnovamento è una tematica costantemente tenuta sott’occhio da tutti coloro che temono che “la musica classica, al giorno d’oggi, possa morire”.

La verità è che essa è molto più viva di noi.

A noi spetta solo il compito di ammansirla, di placare la sua potenza, di controllare la sua energia. È l’unico genere che riesca a prenderci per mano e accompagnarci in un cammino che spazia dalla gioia, la calma, il calore, per giungere al dolore, allo struggimento, alla follia. O peggio ancora, all’amore.

L’inventiva geniale di alcuni suoi autori ha portato questo genere a toccare la perfezione, ma anche alla follia degli stessi. L’unica follia nella quale possiamo cadere oggi sarebbe quella di non sentirci coinvolti da questo genere, di non sentire il bisogno di prenderlo a cuore.

Ne è ben consapevole l’Associazione Culturale “Amici della Musica” di Mirandola con il suo presidente Milton Marelli, che da anni si attiva per sensibilizzare gli animi ancora estranei a questo universo. Occorre svegliare un antico sentimento, quasi primordiale: la curiosità. Grazie ad essa il teatro e tutti i suoi artefici diventano la chiave per un mondo parallelo, che riesce a ravvivare in noi i sensi e le emozioni, ma che riesce anche ad elevarci a qualcosa di più grande ed indecifrabile.

La possibilità offerta dall’associazione a noi ragazzi di poter assistere a un concerto e a due opere liriche, ha permesso a tutti coloro che vedevano la classica come un genere superato e ammuffito di potersi ricredere in modo radicale.

Attraverso le parole del Maestro Lucio Carpani, anche lui molto giovane, il linguaggio dell’opera, ritenuto indecifrabile, ha pian piano preso forma fino a diventare espressione di un racconto capace di avvincere ed emozionare.

Incatenare il mondo della musica classica a una élite di persone sarebbe altamente egoistico e degradante. Attraverso la saggia guida di mani esperte, invece, deve diventare tesoro incommensurabile delle generazioni più giovani, che con freschezza ed energia possono incentivarlo, apprezzarlo e consumarlo in ogni sua fibra.

Per questo, un grazie di cuore all’associazione da parte di tutti noi.

Un consiglio? Non pensare mai che la musica possa smettere di cambiare la vita.


 

Alcune foto del concerto a Bologna:

Pagliacci bologna
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